Sanità digitale, le prime linee guida dell’Oms

L’Organizzazione mondiale della sanità ha di recente redatto un corposo documento di oltre cento pagine, per guidare i legislatori a sfruttare al meglio le potenzialità della sanità digitale.

Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms, ha ribadito che tali linee guida sono essenziali per ottenere una copertura sanitaria globale, motivo per cui le tecnologie digitali non sono fini a sé stesse, ma strumenti vitali per promuovere la salute e rendere il mondo un posto più sicuro e aiutare le fasce più deboli della popolazione.

I veri protagonisti delle linee guida redatte dall’Oms sono i dispositivi mobili, in particolare tablet e smartphone, questo per l’implementazione di un sistema di registrazione delle nascite e delle morti via smartphone, in modo da permettere al sistema sanitario di attivare, se necessario, i servizi sanitari e sociali, per il potenziamento della telemedicina, con la creazione di piattaforme per la condivisione dei dati sanitari dei pazienti con i clinici autorizzati, sempre nel rispetto e tutela della privacy, per il tracciamento digitale dello stato di salute dei pazienti e dei servizi sanitari cui hanno avuto accesso.

Tutti gli strumenti digitali sono di per sé molto complessi, ma possono assicurare un valore aggiunto per chi lavora nel campo della sanità e per i pazienti che li usano, tenendo ovviamente conto delle limitazioni legate alla mancanza di infrastrutture adeguate in molte aree del mondo.

È comunque doveroso ribadire il punto centrale delle linee guida: gli interventi sanitari digitali servono a integrare e migliorare il sistema sanitario, come ad esempio accelerare lo scambio di informazioni, ma, di certo, non sostituiscono le componenti fondamentali necessarie ai sistemi sanitari come la forza lavoro sanitaria, il finanziamento, la leadership e governance, e l’accesso ai farmaci essenziali.

Andrea Bisciglia, cardiologo e responsabile osservatorio sanità digitale Aidr

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Al via la “Call for professor” d’intesa con le università

L’Associazione Italian Digital Revolution – AIDR, in collaborazione con alcune università italiane, si è candidata come “Digital Knowledge Provider” nell’ambito di seminari, corsi di formazione e master universitari.L’obiettivo della “Call For Professor”, in linea con la missione associativa, è quello di porre i riflettori sull’innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale mettendo a disposizione delle Università italiane contenuti e docenti da inserire all’interno dei propri percorsi formativi.

Privacy, tavola rotonda Aidr su controlli e sanzioni Garante  

Milano, 22 gennaio – Trascorso il periodo transitorio che tutti gli Stati europei hanno osservato per consentire alle imprese di adeguarsi al nuovo sistema legato al GDPR, entrato in vigore da maggio 2018, sono iniziate le verifiche e i controlli nonché l’irrogazione delle sanzioni amministrative. Da una prima analisi è possibile constatare come il Garante privacy italiano stia tenendo un approccio ragionevole e ponderato in merito alle sanzioni per il mancato rispetto del GDPR, e ciò, in modo conforme a quanto dispone il regolamento stesso, secondo cui le sanzioni devono essere “effettive, proporzionate e dissuasive”.

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La pubblicazione del libro bianco della Commissione Europea sull’Intelligenza Artificiale è destinato inevitabilmente a dare una spinta, anche nel nostro paese, all’utilizzo dei sistemi di AI (intelligenza artificiale) a tutti i livelli. Tra questi, anche quello delle istituzioni culturali. Ma in quale prospettiva? E, soprattutto, con quali tempi?
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24/02/2020
La propagazione del contagio da coronavirus, al centro delle cronache mondiali degli ultimi giorni, sta proiettando l’attenzione collettiva (di esperti, Istituzioni, cittadini) sulle modalità con cui prevenire il pericolo della progressiva diffusione dell’epidemia, specie in ragione del suo elevatissimo grado di trasmissibilità.
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22/02/2020
I motori di ricerca sono il punto d’ingresso principale al web. A una pagina, nella gran parte dei casi, si accede a partire dalla ricerca di una o più parole chiave. E per questo, quando IL motore di ricerca non funziona, è come se “si fosse rotto l’internet” (vedi la bella striscia a tema di zerocalcare).

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