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Osservatorio Aidr sulla Resilienza Digitale

Il digitale può rendere una società più resiliente, non solo più competitiva ed efficiente.

Se prima della pandemia i ragionamenti sulle potenzialità insite nel processo di riforma digitale erano orientati verso la previsione di un nuovo orizzonte entro cui inserire gli archetipi sociali, economici, dell’organizzazione dell’impresa e del lavoro, oggi ciascuno di noi ha acquisito una propria, personale maggiore consapevolezza sul contributo che il digitale può offrire al sistema Paese. Oggi, infatti, quando stampiamo, firmiamo, scansioniamo un documento e, infine, lo inviamo per mail, siamo consapevoli che digitalizzato significa altro. Si tratta della consapevolezza che questi passaggi sono conseguenti all’introduzione di nuovi strumenti all’interno di un paradigma novecentesco che sa ancora di ciclostile. Oggi la nostra coscienza digitale non può prescindere da un’interfaccia web, da un accesso tramite SPID. Fissare una call, essere in DAD o lavorare in smart sono acronimi, locuzioni e termini che, filtrati dal mood tipico del distanziamento sociale, possono rivelare nuove e migliori potenzialità.

Volgendo lo sguardo alle recenti passate esperienze, pandemiche e pre-pandemiche, potremmo, in estrema sintesi, affermare che, del lustro appena trascorso, ci lasciamo alle spalle l’idea di un futuro ottimistico ma fuori fuoco, tipico dei ragionamenti che prima condividevamo sulle potenzialità del digitale senza averle effettivamente sperimentate, e la ragionevole speranza che l’introduzione al Metaverso sia scevra da obblighi di tutela di salute pubblica. Il nostro Ritorno al Futuro, dunque, è meno edulcorato e più consapevole.

Il Regolamento UE 2021/241 del Parlamento europeo e del Consiglio del 12 febbraio 2021, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale dell’Unione europea (GU) del 18 febbraio 2021 serie L (Legislazione) in vigore dal 19 febbraio 2021, istituisce il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza (Recovery and Resilience Facility: RRF) dell’Unione europea, definendone i contenuti, gli obiettivi e i criteri per l’assegnazione dei finanziamenti agli Stati membri. Il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza rappresenta il fulcro del pacchetto di incentivi del NextGenerationEU dell’Unione che, come noto, ammonta a 750 MLDdi Euro. Il Dispositivo per la Ripresa e la Resilienza consente alla Commissione di raccogliere capitali sui mercati finanziari per ripianare i danni economici e sociali provocati dalla pandemia da coronavirus. Il dispositivo è in stretta correlazione con le priorità della Commissione a garanzia di una ripresa sostenibile e inclusiva che favorisca la transizione verde e digitale. Il RRF ha un campo di intervento ben delimitato, articolato in 6 pilastri, i quali definiscono le tipologie di riforme e di investimenti che possono essere selezionati nei Piani Nazionali per la Ripresa e la Resilienza.

La trasformazione digitale rappresenta uno dei 6 pilastri. I Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza devono dedicare alla transizione digitale almeno il 20 per cento della spesa complessiva per investimenti e riforme. Il nostro Paese ha dedicato al digitale il 21,05% delle risorse complessive, per investimenti che supereranno i 40 MLD di euro.

In questo rinnovato e dinamico contesto AIDR ha istituito l’Osservatorio sulla Resilienza Digitale con l’obiettivo di aprire una finestra sulle iniziative del PNRR per la trasformazione digitale, nella consapevolezza che alla Pubblica Amministrazione spetta ora più che mai un ruolo chiave, complementare alle imprese, nell’adottare e guidare processi di digitalizzazione che possano generare benefici per cittadini e imprese, influenzando la capacità di innovazione di entrambi.

Responsabile Osservatorio Aidr sulla Resilienza Digitale

Giandomenico Amato

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