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Presentazione della Conferenza Digital competences for education A cura di Fulvio Oscar Benussi

I temi che verranno discussi, il prossimo 30 maggio, nella Conferenza Digital competences for education sono sicuramente di grande interesse per la scuola italiana.
Ci siamo abituati a vivere onlife: gli smartphone e gli altri display tendono ad essere onnipresenti nella vita dei ragazzi. Questi strumenti tecnologici spingono gli alunni a leggere sempre più per sommi capi influenzando in negativo la comprensione e l’analisi del contenuto. L’introduzione ‘dell’artefatto digitale’ in classe deve perciò partire dallo sviluppo delle competenze digitali, ma anche da strumenti metodologici per gli insegnanti
che consentano loro di esercitare consapevolmente la loro missione educativa nella società iper-tecnologica e digitale del terzo millennio.

I Relatori esporranno gli esiti di una ricerca triennale, relativa ai processi organizzativi ed educativi che sottendono alla diffusione di pratiche didattiche innovative, realizzata nell’ambito del Progetto internazionale Erasmus +, “DECODE – Develop COmpetence in Digital Era”. Il confronto verrà arricchito dall’apporto di relatori nazionali e internazionali, impegnati in percorsi di ricerca e innovazione digitale in ambito educativo.
Sono partner del progetto: Link Campus University, Italia; ANP, Italia; Università Roma TRE, Italia; Aspire-Igen group, Regno Unito; Institute of Educational Science, Romania; Omnia Joint Autority of Education, Finlandia; Open University of Catalonia, Spagna e l’Associazione Italian Digital Revolution che parteciperà al Convegno nell’ambito dell’accordo di collaborazione Link Campus University – AIDR.

La ricerca, di cui verranno illustrati gli esiti, era finalizzata a verificare come contrastare e superare le difficoltà registrate nell’integrare ‘il digitale’ in classe e aveva come obiettivo la diffusione di competenze di ICT cruciali per promuovere l’alfabetizzazione digitale, la diffusione della media education per la promozione dell’innovazione sociale e dell’inclusione sociale. Queste competenze sono considerate strategiche per rispondere alle nuove esigenze della società dell’informazione e dell’apprendimento permanente e irrinunciabili al fine di sviluppare sistemi di istruzione innovativi e al passo con le sfide della contemporaneità.

In Italia negli ultimi anni sono stati effettuati cospicui investimenti sia finanziari che di organizzazione e sistematizzazione dei processi di formazione in servizio degli insegnanti (PNSD e piattaforma S.O.F.I.A.). Il confronto internazionale contenuto nel Rapporto OCSE ‘Skills Outlook 2019’ non evidenzia, per il nostro Paese, esiti in termini di skills particolarmente entusiasmanti. Le cause verranno investigate mediante il confronto con le situazioni emerse nelle ricerche effettuate nei cinque Paesi coinvolti nel Progetto Erasmus +, “DECODE – Develop COmpetence in Digital Era” e si toccheranno anche i temi dell’e-leadership e della governance dello spazio educativo.

Segnaliamo infine l’intervento dal titolo “digitally native?”. A riguardo i relatori proporranno delle loro riflessioni che, per chi quotidianamente si rapporta con i suoi studenti a scuola e si confronta perciò con la pertinenza di tale espressione nel definire bambini e adolescenti, è sicuramente un’intrigante domanda.
—-
Il prof. Fulvio Oscar Benussi, socio AIDR è docente di scuola secondaria di secondo grado, formatore e pubblicista. Esperto di innovazione didattica ha tenuto numerosi speech in Università italiane ed estere. Vari suoi contributi, molti redatti in collaborazione con Annamaria Poli ricercatrice dell’Università degli studi di Milano Bicocca, sono stati pubblicati in riviste scientifiche dell’ambito universitario.

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20/10/2020
Troppe parole sul Recovery Fund, o meglio Next generation EU, troppi sui media che ripetono all’infinito “ora che abbiamo questi 209 miliardi” ”ora che ci sono questi soldi”…”ora che è arrivato il recovery fund” etc etc. E’ necessario fare chiarezza innanzitutto sulla tempistica dei trasferimenti, (sulla concretezza dell’erogazione credo che, a prescindere dai mal di pancia dei cosiddetti Paesi “frugali”, essi verranno deliberati.), l’Italia dunque nel 2021 utilizzerà 25 miliardi del programma Next generation Eu nel 2021 (11 di prestiti dal Recovery fund, 10 di sovvenzioni più altri 4 di finanziamenti per la coesione (React Eu), nel 2022 le risorse che l’Italia richiederà all’Europa saliranno a 37,5 miliardi, nel 2023 ci sarà un picco fino a 41 miliardi, per poi ritornare a 39,4 miliardi nel 2024, 30,6 nel 2025 e 27,5 nel 2026.
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08/10/2020
di Michele Leone, Digital Media Specialist e socio Aidr. PTA ovvero "Poli territoriali avanzati". Sarà un concentrato di tecnologia racchiusa in strutture decentrate e Data driven, con area specifiche per concorsi pubblici, con spazi di co-working e con uffici per videoconferenze e lavoro agile per la “nuova” Pubblica Amministrazione.
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07/10/2020
AIDR ha deciso di dotarsi di un Osservatorio sull’applicazione del digitale e delle nuove tecnologie al mondo agroalimentare ed agroindustriale. Il suo scopo è quello di studiare, stimolare e promuovere l’applicazione delle tecnologie digitali alla filiera agroalimentare, mediante approfondimenti, articoli, rapporti, contributi ed il concorso di svariate competenze, tecniche, giuridiche ed economiche.

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