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L’utilizzo della Blockchain in Sanità

di Giancarlo De Leo, Consulente in Editoria Medico-Scientifica e Sanità Digitale, Socio e Segretario dell’Osservatorio Sanità Digitale dell’Associazione Italian Digital Revolution (AIDR)

L’introduzione delle nuove tecnologie digitali in Sanità è uno dei principali obiettivi delle istituzioni italiane ed europee. E’ evidente come il costo dell’assistenza sanitaria tradizionale sia destinato a diventare insostenibile e quindi riuscire ad adottare misure che riescano a contenere la spesa senza pregiudicare il livello di assistenza è diventato assolutamente prioritario. La digitalizzazione e la virtualizzazione delle cure potrebbero essere l’unica soluzione possibile al problema incentivando il passaggio, per quanto possibile, dall’attuale e dispendioso sistema che pone l’ospedale al centro ad un modello di assistenza distribuito sul territorio con il paziente al centro.

Un ruolo di primo piano potrebbe essere svolto dalla tecnologia Blockchain.

Alcune delle caratteristiche che consentono alle blockchain di criptovalute di agire da registro sicuro di transazioni finanziarie sono anche applicabili all’archiviazione di dati sanitari. Dato che gran parte delle blockchain è progettata come sistema distribuito che registra e protegge file attraverso l’uso di crittografia, è estremamente difficile per un eventuale aggressore distruggere o modificare i dati senza avere il consenso di tutti gli altri partecipanti del network.

Di conseguenza, l’immutabilità è una delle caratteristiche che permettono la creazione di database incorruttibili per archivi sanitari. Inoltre, l’architettura peer-to-peer utilizzata nelle blockchain consente la sincronizzazione di tutte le copie delle cartelle cliniche man mano che vengono effettuati aggiornamenti, nonostante queste si trovino in computer differenti. Infatti, ciascun nodo del network possiede una copia dell’intera blockchain, e la comunicazione regolare tra di loro garantisce che le informazioni siano aggiornate e autentiche. Quindi, anche decentralizzazione e distribuzione dei dati sono aspetti importanti.

Nel contesto del settore medico-sanitario, le blockchain sono generalmente sviluppate come network privato, al contrario di quelle pubbliche che vengono utilizzate come registri di criptovalute. Mentre chiunque può unirsi e contribuire allo sviluppo di una blockchain pubblica, le versioni private richiedono permessi e sono gestite da un minor numero di nodi.

Una delle applicazioni più importanti della blockchain in Sanità è l’utilizzo della tecnologia per la creazione di un database distribuito, sicuro e unificato. Grazie all’immutabilità delle blockchain, la corruzione dei dati non sarebbe più un problema. La tecnologia blockchain può essere usata per registrare e monitorare in modo efficace le informazioni mediche e sanitarie di migliaia di pazienti.

Un altro vantaggio legato agli archivi medico-sanitari basati sulla blockchain è l’abilità di migliorare l’interoperabilità tra strutture ospedaliere pubbliche e/o private ed altri fornitori di servizi sanitari.

Oltre a semplificare il processo di condivisione di dati, i sistemi blockchain possono offrire ai pazienti maggiori livelli di accessibilità e trasparenza sulle proprie informazioni sanitarie.

Le blockchain possono fornire anche un metodo affidabile per monitorare i farmaci attraverso l’intero processo di produzione e distribuzione, limitando così il diffuso problema della contraffazione farmaceutica. In congiunzione con dispositivi IoT (Internet of Things) usati per misurare diversi fattori, come la temperatura, la tecnologia blockchain potrebbe anche essere usata per verificare le corrette condizioni di stoccaggio e trasporto o per autenticare la qualità dei farmaci.

La blockchain può essere utile nella lotta contro la frode assicurativa. Archivi immutabili archiviati su blockchain e condivisi con società assicurative possono prevenire alcune delle tipologie di frode più comuni, tra cui la fatturazione di procedure mai avvenute e di servizi non necessari.

Un’altra applicazione della blockchain in Sanità consentirebbe di migliorare la qualità e l’efficacia degli studi clinici. I dati medici contenuti nelle blockchain potrebbero essere usati da selezionatori per identificare pazienti che potrebbero trarre beneficio dai farmaci nella fase di sperimentazione. Un tale sistema di selezione potrebbe rafforzare notevolmente la registrazione a studi clinici, dato che molti pazienti non vengono mai informati di studi clinici rilevanti e di conseguenza non hanno la possibilità di parteciparvi. Durante lo svolgimento degli studi, le blockchain possono essere usate per garantire l’integrità dei dati raccolti.

Nonostante i molti vantaggi offerti sia a pazienti che a fornitori, la blockchain presenta degli ostacoli da superare prima di poter raggiungere un’adozione diffusa in Sanità.

Le aziende sanitarie interessate alla tecnologia blockchain hanno l’obbligo di rispettare le normative in vigore in materia di protezione dei dati, tra cui il Regolamento generale per la protezione dei dati personali n. 2016/679 (GDPR o General Data Protection Regulation).

Il regolamento si applica al trattamento dei dati personali, ed al trattamento non automatizzato dei dati conservati in un “archivio” e nello specifico anche ai dati medico-sanitari.

Quindi, per poter essere pienamente conformi, le società dovrebbero impiegare sistemi di archiviazione blockchain personalizzati, con funzioni di privacy maggiori ed accessibilità limitata. Per il fornitore di servizi, è probabile che le soluzioni blockchain comportino un investimento iniziale notevole, fattore che impedisce certamente l’adozione diffusa. Inoltre, i sistemi distribuiti tendono ad essere significativamente più lenti di quelli centralizzati in termini di transazioni al secondo.

Un grande network blockchain, con un gran numero di nodi, avrebbe probabilmente bisogno di più tempo per trasmettere e sincronizzare dati rispetto a sistemi centralizzati. Questo limite riguarda soprattutto gli enormi database che dovranno eventualmente archiviare e monitorare le informazioni di milioni di pazienti. Il problema sarebbe ancora più grave nel caso di file di immagini di grandi dimensioni, come TAC o RMN.

Uno dei progetti più interessanti attualmente in fase di sviluppo è il My Health My Data (http://www.myhealthmydata.eu/), un sistema che mira a utilizzare la tecnologia blockchain per consentire la memorizzazione e la trasmissione di dati medici in modo sicuro ed efficace. My Health My Data è basato sulla connessione tra istituzioni e individui e incoraggia gli ospedali a rendere disponibili i dati dei propri pazienti (con il loro consenso) a fini scientifici.

Degno di interesse è anche il lavoro che sta portando avanti la società Innoplexus (https://www.innoplexus.com/ ) che attraverso soluzioni avanzate combina intelligenza artificiale e blockchain per supportare le aziende farmaceutiche e i produttori di medical devices nello sviluppo dei propri prodotti. Il sistema identifica ed estrae i dati sanitari strutturati (e non), arrivando a scansionare fino al 95% del Web, e li fonde con i dati aziendali e di terze parti in un processo continuo e in tempo reale. La società è quindi in grado di offrire un’immensa fonte di informazioni sanitarie personalizzando le ricerche sulle necessità del cliente consentendogli di velocizzare la fase di sviluppo e di ridurre i costi.

In conclusione, dalla creazione e la condivisione di archivi medico-sanitari immutabili alla maggiore trasparenza nella catena logistica-farmaceutica, i network blockchain hanno diversi casi d’uso promettenti in Sanità. Nonostante siano presenti alcune sfide tecniche, logistiche e normative, l’implementazione di questi sistemi potrebbe rivestire un ruolo significativo nel futuro dell’archiviazione e del trasferimento di dati medici ponendo attenzione agli aspetti ergonomici e alla formazione certificata di tutto il personale che lavora in Sanità.

 

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