“Il modello concettuale NSIS” della Dott.ssa Valentina Nucera

Nell’anno 2012 l’Italia risulta il secondo Paese, dopo il Giappone, per incidenza di popolazione di età maggiore di 60 anni, e il terzo per età media della popolazione, dopo Giappone e Germania.

Il trend crescente di invecchiamento della popolazione ultrasessantacinquenne e la maggior longevità di questa fascia di popolazione stanno generando un progressivo aumento di problematiche a carattere socio-sanitario, quale l’aumento delle malattie di tipo cronico-degenerativo. Ne consegue la necessità di uno spostamento del focus assistenziale dall’acuzie alla cronicità che necessità di un governo integrato dei bisogni di salute del cittadino: l’informatizzazione dei processi clinico-assistenziali.

Essa favorisce un approccio integrato alla cura del paziente e consente di misurare e valutare l’assistenza prestata, supportare l’organizzazione di servizi territoriali in grado di rispondere ai bisogni rilevati, rendere sistematici processi di presa in carico e di gestione del paziente in grado di massimizzare la qualità, l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità dell’assistenza erogata.

La disponibilità e la capacità di lettura integrata di fonti informative qualitativamente affidabili relative ai processi di cura, presa in carico e gestione del paziente, consente di analizzare e valutare l’adeguatezza del servizio sanitario nel suo complesso di rispondere ai bisogni di natura sanitaria, socio-sanitaria ed assistenziale del cittadino. Parlare di sistemi informativi in sanità vuol dire parlare di due mondi diversi, sebbene collegati: uno più orientato al GOVERNO del SSN, l’altro alla CURA del PAZIENTE. La cornice di riferimento a livello nazionale è il NSIS (Nuovo Sistema Informatico Sanitario).

Il modello concettuale del NSIS prevede un percorso di progressiva sostituzione dei tradizionali flussi informativi aggregati, centrati sull’offerta sanitaria, con nuovi flussi informativi analitici, relativi alle prestazioni erogate, centrati sull’individuo.

I contenuti informativi necessari per la generazione dei flussi analitici relativi ai LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) erogati a ciascun individuo sono raccolti all’interno del Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Il FSE è l’insieme dei dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi riguardo l’assistito.

L’utilizzo del FSE a supporto del governo integrato dei bisogni di salute del cittadino:

• Consente di seguire il cittadino nei suoi percorsi assistenziali;

• Permette un maggiore coordinamento tra i diversi specialisti che hanno in cura l’assistito;

• Rende possibile un ripensamento, in logica di rete, delle modalità di accesso all’offerta sanitaria.

La dematerializzazione della documentazione sanitaria rappresenta un passaggio evolutivo fondamentale per la fruizione di informazioni rilevanti sullo stato di salute dei cittadini. È per tale ragione che è fondamentale che siano dematerializzati tutti i documenti relativi all’intero ciclo prescrittivo-erogativo. A livello nazionale numerose iniziative e provvedimenti sono stati intrapresi per favorire la completa dematerializzazione dei documenti sanitari.

La dematerializzazione consente di conseguire benefici per i processi clinico assistenziali e benefici di tipo economico per il SSN e per i cittadini: i benefici per i processi clinico assistenziali derivano dalla possibilità di rispondere più tempestivamente ai bisogni di salute dei cittadini nei diversi setting assistenziali, con conseguente minore ricorso al livello ospedaliero, incrementando sensibilmente il livello di appropriatezza delle risposte fornite ai bisogni di salute dei cittadini, innalzando il livello dell’assistenza erogata e migliorando la qualità di vita dei cittadini stessi.

Per quanto riguarda i benefici di tipo economico, la ricerca 2015 dell’Osservatorio Innovazione Digitale in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano ha fornito una stima dei benefici economici derivanti dalla dematerializzazione, che si aggira sui 4,9 miliardi di euro, derivanti dal risparmio di tempo dei cittadini; e per il SSN 350 milioni di euro derivanti dalla completa digitalizzazione dei servizi erogati dalle strutture sanitarie.

La mission del NSIS è quella di essere la fonte dati di riferimento a livello nazionale a supporto:

• Del governo del Servizio Sanitario Nazionale;

• Del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Il NSIS raccoglie i dati prodotti a livello regionale e locale relativi alla domanda ed all’offerta di assistenza sanitaria, con l’obiettivo di mettere a disposizione informazioni a supporto dei diversi livelli istituzionali, attraverso apposite metodologie e strumenti di lettura ed analisi dei dati.

I dati raccolti costituiscono i Livelli Essenziali di Informazione (LEI), ovvero i contenuti informativi omogenei a livello nazionale necessari affinché le diverse componenti del SSN possano dialogare. La disponibilità di dati affidabili rappresenta un fondamentale fattore abilitante per conoscere e comprendere i fenomeni sanitari nell’ambito del SSN e, conseguentemente, per migliorare la risposta ai bisogni di salute della popolazione in condizioni di sostenibilità.

Cosa è il Bilancio LEA?

Il Livello Essenziale di Assistenza (LEA) è centrato sul paziente perché misura le prestazioni, appropriate (essenziali), ovunque ricevute dal paziente sul territorio nazionale. Il LEA pone il cittadino al centro del Sistema Sanitario. Il Livello Essenziale di Assistenza è la prima misura in Sanità che consente di verificare in modo globale l’aderenza delle Regioni al dettato costituzionale: uguali diritti di cura per ogni cittadino italiano.

Il Bilancio LEA è lo strumento che consente di rilevare in uno schema sintetico la misura delle prestazioni contenute nei LEA ricevute dai cittadini delle prestazioni contenute nei LEA e ricevute dai cittadini così come i costi della Sanità sono controllati col Bilancio CE (Conti Economici) così le prestazioni ricevute dei cittadini debbono essere controllate con il Bilancio LEA.

In assenza del Bilancio LEA prevale la logica dei costi e non quella dell’equità. Deve essere promossa la Cultura del Dato: i dati devono essere tempestivi, completi e di qualità. Ministero e Regioni stanno collaborando in questa direzione, che rappresenta il corretto percorso per realizzare il Bilancio LEA.  Il Bilancio LEA consente di sintetizzare in modo strutturato, e di consolidare nel tempo, i dati relativi alla domanda soddisfatta in termini di quantità, qualità ed appropriatezza delle prestazioni erogate per i cittadini residenti in ciascuna Regione.

Il Ministero della salute dispone di un patrimonio informativo alimentato sistematicamente da oltre 20 anni da una pluralità di flussi informativi, relativi sia ad aspetti gestionali, organizzativi ed economici delle strutture del SSN sia all’assistenza erogata. Prima dell’avvio del NSIS i flussi informativi erano caratterizzati da:

• logica adempitiva (dati trasmessi dalle Regioni per debito informativo con pochi dati di ritorno);

• dati relativi unicamente all’offerta: dati di consuntivo relativi alle principali prestazioni e ai principali aspetti organizzativi e gestionali delle strutture sanitarie;

• dati aggregati (dati delle prestazioni erogate non sono riferiti al singolo cittadino).

Il Caso della Regione Lazio

Con il decreto del Commissario ad acta (DCA) della Regione Lazio n. 113 del 11 aprile 2016, la sanità del Lazio compie un ulteriore passo in avanti nel processo di innovazione delle cure primarie e dei servizi territoriali. La regione spinge l’acceleratore sull’avvio dei Percorsi Diagnostici Terapeutici ed Assistenziali (PDTA) iniziando da Diabete e Bpco, realizzando la cura in Rete dei malati cronici del lazio. Tali procedure verranno inserite e gestite all’interno del FSE, piattaforma d’integrazione e dialogo con i sistemi informativi delle ASL. Delle AO, e dei MMG.

L’inserimento di un paziente cronico nei PDTA comporta evidenti vantaggi in termini di:

• efficacia ed efficienza degli interventi;

• miglioramento della qualità assistenziale;

• contenimento dei costi;

PROSPETTIVE FUTURE

1 Dal monitoraggio dell’offerta al monitoraggio dei Livelli essenziali di Assistenza: misurare la domanda soddisfatta aumentando le dimensioni di analisi;

2 Orientamento al cittadino: l’attenzione è rivolta all’interazione medico – paziente al fine di migliorare/mantenere lo stato di salute del cittadino;

3 Passaggio dall’acuto al cronico a causa dell’invecchiamento della popolazione;

4 Potenziare il territorio: monitoraggio dell’assistenza primaria, domiciliare, residenziale e semiresidenziale.

A fronte delle esigenze delineate, il Nuovo Sistema Informativo Sanitario nasce con l’esigenza di rendere disponibile sia a livello nazionale che regionale, un patrimonio condiviso di dati centrato sull’individuo, regole e metodologie, per le misure di qualità, efficienza, appropriatezza e costo a supporto del governo del SSN, del monitoraggio dei LEA e della spesa sanitaria e, a tendere, a sostegno delle decisioni di natura clinico operativa attraverso analisi avanzate dei diversi livelli di assistenza.

Dott.ssa Valentina Nucera, Medico e componente Consiglio Direttivo Aidr

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