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COVID 19: RESISTERE E COSTRUIRE ACCELERANDO IL CAMBIAMENTO DEI NOSTRI MODELLI DI RIFERIMENTO

Il modello di sistema informativo a cui tendere per recuperare ricavi e marginalità persi e per orientarsi rapidamente verso il raggiungimento degli obiettivi della propria mission.

I frequenti cambiamenti del mercato derivanti da diversi fattori, (evoluzione tecnologica, globalizzazione, ottimizzazione dei costi, e perché no, crisi sanitaria) sottopongono i Sistemi Informativi delle organizzazioni, siano esse pubbliche che private, a gestire, per continuità e “sopravvivenza”, le novità e le quantità di dati sempre più grandi e sempre più rapidamente per consentire decisioni immediate.

di Arturo Veneruso e Gianfranco Ossino
Innovation Managers e membri Osservatorio AIDR per la Digitalizzazione dell’Ambiente e dell’Energia

I CRITERI DI SVILUPPO DEI SISTEMI INFORMATIVI DAL PUNTO DI VISTA DELLE ORGANIZZAZIONI

Ormai da diversi anni, da quando si affrontano argomenti relativi ai Sistemi Informativi, siamo avvolti da termini divenuti oggi usuali, quali industria 4.0, Internet of think e Big Data, Intelligenza Artificiale, Blockchain, Cyber Security.

Tutti gli ambiti su riportati creano una naturale incertezza su quale iter intraprendere e su quali priorità considerare quando un Sistema Informativo deve essere progettato o fatto evolvere.

Se poi aggiungiamo che stiamo vivendo, anche certamente in base alla crisi sanitaria in atto, una fase di cambiamento accelerato, le organizzazioni stanno revisionando i propri processi e i Sistemi Informativi. Basti semplicemente considerare come l’erogazione di servizi sta inducendo gli enti e le organizzazioni, generalmente pubbliche o più conservatrici, a riorganizzare il front office, sia dal punto logistico che informatico, progettando sistemi di “APP” mai considerate o archiviate in cantiere.

Sulla base di quanto esposto, è indubbio affermare che questo cambiamento è un driver di opportunità di crescita, anche se il prezzo che le organizzazioni e i fruitori di servizio stanno pagando sarà certamente alto. Avremmo desiderato un impulso al cambiamento di intensità inferiore.

Nella figura accanto è presentata una tipica “vision” dei due Sistemi Informativi vigenti in un’organizzazione, quello di erogazione del servizio e quello di governo del proprio business (ERP, CRM, ecc.). Ambedue basati su:

  • criteri di flessibilità, sia verso il fruitore di servizio (fruizione on-site e/o on-line, ecc.) o del bene, revisionato rispetto alle caratteristiche iniziali, sia verso il proprio personale dirigenziale e operativo (sistemi di “APP” specifiche per erogazioni di attività remotizzate);
  • “best practice” di smart-working,  sperimentate forzatamente di recente.

Il modello di riferimento, nel seguito presentato, orienta la realizzazione di un Sistema Informativo sempre più “data-driven”, modalità nota, che poche organizzazioni al momento hanno realmente implementato, in maniera diffusa, analizzando ogni componente del proprio business.

La progettazione del Sistema Informativo deve essere basata sui dati di interesse per l’organizzazione e la priorità di sviluppo deve essere indirizzata da quei requisiti e dalle relative aree applicative necessari, senza i quali risulta critico governare gli obiettivi di servizio e prestazioni dell’organizzazione.

Il modello di riferimento descritto è focalizzato su:

  • Indirizzi di evoluzione del sistema informativo aziendale in funzione di un sistema di indicatori rilevante per l’organizzazione, i cui valori devono consentire, a regime, la gestione del rischio aziendale, il governo del business, della qualità del servizio/prodotto rilasciato e dei dati trattati.
  • Criteri per governare la tecnologia impiegata nel sistema informativo per gestire i dati in sicurezza.

Di seguito i possibili indirizzi di evoluzione del Sistema Informativo in funzione del Sistema di Indicatori ritenuto prioritario per l’organizzazione.

 Il set di indicatori rilevante per l’organizzazione deve indirizzare necessariamente il livello di priorità di attenzione dei dati funzionali alla loro valorizzazione, a vantaggio anche di una manutenzione evolutiva meno onerosa e costosa del Sistema Informativo sviluppato. Tale procedimento renderebbe possibile individuare quelle aree applicative e gli ambiti tecnologici driver per la progettazione dei Sistemi Informativi Aziendali e di Servizio, laddove risultino diversificati. In maniera trasversale dovrà, in ogni caso, essere salvaguardato il processo di gestione e di sicurezza dei dati suddetti. La sicurezza deve essere il punto focale, in termini di riservatezza, integrità e disponibilità ai sensi della normativa ISO 27701 e in coerenza alla gestione dei dati personali (Regolamento Europeo in materia di Protezione dei Dati 679 del 2016), a cui si è ispirata la ISO 27701.

Con tale procedimento gli obiettivi dell’organizzazione potranno essere perseguiti prevedendo, sia la scelta della tecnologia di ambiente di riferimento del Sistema Informativo più adeguata, sia il set di strumenti ritenuti più pertinenti, quali Internet of think e Big Data, Intelligenza Artificiale, Blockchain, applicati in maniera coerente con gli obiettivi.

L’implementazione degli aspetti di sicurezza potrà essere applicata, considerando aspetti organizzativi, procedurali e tecnologici, con attività di prevenzione, applicando metodologie e strumenti di Cyber Security in tutti i livelli tecnologici che partecipano al Sistema Informativo.

CONSIDERAZIONI SUL DATO NELL’EVOLUZIONE DEL SISTEMA INFORMATIVO DELL’ORGANIZZAZIONE

Per completezza di esposizione il modello descritto evidenzia anche una indipendenza dalla componente tecnologia per una maggiore focalizzazione sui dati della specifica organizzazione/area applicativa o di business ovvero sul fattore pulsante che illustrerà lo stato di raggiungimento degli obiettivi dell’organizzazione.

La combinazione dei dati e della tecnologia costituiscono, di fatto, la digitalizzazione, fenomeno trasversale in continua evoluzione per l’evolversi della tecnologia.

Connettere sempre più oggetti e garantire una velocità di trasmissione delle informazioni praticamente istantanea, significa una crescita esponenziale della quantità di dati in circolazione e una visione puntuale ed in tempo reale delle prestazioni della propria organizzazione.

I DATI rappresentano, quindi, la linfa della digitalizzazione, il cui flusso è caratterizzato da cinque momenti distinti del ciclo di vita del dato:

  • Acquisizione: dove la Sorgente svolge il ruolo di rilevazione/raccolta dei dati
  • Trasmissione: tramite il quale il dato è indirizzato verso la sua gestione/supervisione/fruizione
  • Gestione: dove i dati sono immagazzinati (stoccaggio cloud)
  • Supervisione e elaborazione: dove i dati sono analizzati e valorizzati (data mining)
  • Fruizione: dove gli utenti acquisiscono i risultati

L’insieme di tutti questi dati va sotto il nome di BIG DATA caratterizzati dalle tre V: estesi in termini di Volume, trasmessi con Velocità altissima e di molteplice Varietà.

CONCLUSIONI

L’emergenza di questi giorni offre alle organizzazioni un’opportunità per accelerare la trasformazione digitale, adottando soluzioni che non si rivelino tattiche ma strategiche, che consentano sia una gestione dell’emergenza con contenimento delle perdite che un aumento di competitività con la ripresa.

Argomenti trattati da noi AIDR (Associazione Italian Digital Revolution) nell’iniziativa “Trasformazione digitale talk” mediante la realizzazione di una serie di webinar gratuiti. Tra questi in particolare MARTEDI 12 MAGGIO ore 16:00 – 17:00 parleremo su “La definizione dei Requisiti e il collaudo delle soluzioni digitali nei nuovi processi aziendali indotti dal cambiamento in atto”. Per partecipare: https://www.aidr.it/webinar-aidr-2020/. Inoltre abbiamo in programma una serie di interviste rivolte ad alcune aziende per conoscere la loro testimonianza su come stanno gestendo il cambiamento.COVID 19

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20/10/2020
Troppe parole sul Recovery Fund, o meglio Next generation EU, troppi sui media che ripetono all’infinito “ora che abbiamo questi 209 miliardi” ”ora che ci sono questi soldi”…”ora che è arrivato il recovery fund” etc etc. E’ necessario fare chiarezza innanzitutto sulla tempistica dei trasferimenti, (sulla concretezza dell’erogazione credo che, a prescindere dai mal di pancia dei cosiddetti Paesi “frugali”, essi verranno deliberati.), l’Italia dunque nel 2021 utilizzerà 25 miliardi del programma Next generation Eu nel 2021 (11 di prestiti dal Recovery fund, 10 di sovvenzioni più altri 4 di finanziamenti per la coesione (React Eu), nel 2022 le risorse che l’Italia richiederà all’Europa saliranno a 37,5 miliardi, nel 2023 ci sarà un picco fino a 41 miliardi, per poi ritornare a 39,4 miliardi nel 2024, 30,6 nel 2025 e 27,5 nel 2026.
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