Dal primo luglio 2019 scatterà lo scontrino elettronico (ma mancano ancora due decreti attuativi)

di Luigi Garofalo

Dal primo luglio 2019 scatterà lo scontrino elettronico per i soli commercianti al dettaglio con un volume d’affari sopra i 400mila euro l’anno (sono calcolati in 261mila unità), mentre dal 2020 per tutti gli altri esercizi commerciali e per gli artigiani. Ma mancano ancora i due decreti attuativi per l’avvio dell’e-scontrino tra due mesi.

Anche questa volta la “rivoluzione” per lo scontrino avverrà il primo luglio, come quello di 36 anni fa quando fu introdotto l’obbligo di quello di carta e l’installazione dei registratori di cassa. Dal primo luglio 2019 scatterà lo scontrino elettronico, la novità è stata introdotta con il decreto fiscale collegato all’ultima legge di Bilancio.

e-Scontrino, da luglio 2019 solo per i commercianti al dettaglio con volume d’affati sopra i 400mila euro
Inizialmente lo scontrino digitale riguarderà i soli commercianti al dettaglio con un volume d’affari sopra i 400mila euro l’anno (sono calcolati in 261mila unità), mentre dal 2020 per tutti gli altri esercizi commerciali e per gli artigiani, quindi l’obbligo interesserà a regime 2 milioni di negozianti, senza però cambiare le abitudini dei clienti che continueranno a ricevere comunque una ricevuta cartacea come garanzia dell’acquisto. L’e-scontrino non avrà valore fiscale, ma servirà solo per resi e cambi, dunque avrà valore solo commerciale e agevolerà la conservazione in vista della futura presentazione in dichiarazione dei redditi, per l’accesso alle detrazioni fiscali.

e-Scontrino, dal 2020 per tutti i commercianti e artigiani
Dal punto di vista fiscale, infatti, i dati verranno comunicati all’Agenzia delle Entrate per via telematica: i nuovi registratori di cassa digitali saranno dotati di un apposito software. Un po’ come succede con gli scontrini delle farmacie, i mutui della casa o le assicurazioni che vengono comunicati per la della dichiarazione dei redditi.

I vantaggi sono ovviamente soprattutto per l’amministrazione finanziaria, che si troverà così a disporre di un nuovo formidabile strumento anti-evasione: tutti gli incassi della giornata, infatti, verranno inviati telematicamente all’Agenzia delle Entrate. In questo modo si potranno confrontare all’istante le uscite (le vendite), l’Iva incassata e quella pagata per il magazzino.

Sconto fiscale pari al 50% del costo per l’acquisto dei nuovi registratori di cassa
Il costo medio del dispositivo dovrebbe oscillare attorno agli 800 euro, se lo si acquista nuovo. L’adattamento di quelli già in uso, invece, costerà circa 150 euro. Per chi invece non può o non vuole comprare un nuovo registratore, c’è anche la possibilità di mantenere il vecchio apparato analogico, adattandolo con uno specifico software per il collegamento alle Entrate (in questo caso spetta un bonus soltanto di 50 euro).

Per favorire l’obbligo, per i commercianti è stato previsto anche uno sconto fiscale pari al 50% del costo per l’acquisto dei nuovi registratori di cassa in grado di memorizzare e trasmettere all’Agenzia delle Entrata per via telematica i dati degli scontrini.

Confcommercio: “Rinviare al 1° gennaio 2020 per tutti”
Nonostante questo sconto, gli operatori non si dicono pronti. Confcommercio teme il caos: “in considerazione del ritardo nell’emanazione dei decreti attuativi e delle possibili difficoltà operative connesse alle problematiche tecniche che le imprese si troveranno ad affrontare nell’adeguamento del parco macchine esistente». Per questo motivo il presidente dell’associazione, Carlo Sangalli, ha chiesto con una lettera al ministro dell’Economia, Giovanni Tria, di rinviare al 1° gennaio 2020 per tutti l’entrata in vigore.

Al momento, però, dal ministero non è arrivata alcuna risposta. E, in mancanza di rinvio, i commercianti al dettaglio dovranno adeguarsi nei prossimi 60 giorni: i nuovi registratori di cassa dovranno essere posizionati entro due mesi, anche se per il via ufficiale dell’e-scontrino manca ancora l’approvazione di due decreti ministeriali: uno del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef), che deve indicare le categorie economiche escluse, come avviene già adesso per gli scontrini fiscali; e il secondo, congiuntamente del Mef e dello Sviluppo economico, per individuare le zone dell’Italia dove non c’è sufficiente connessione internet e dove, pertanto, si continuerà con lo scontrino cartaceo.

La lotteria degli scontrini a prova di privacy?
Lo scontrino telematico non è però l’unica novità. Arriva infatti anche la lotteria degli scontrini fiscali: dal primo gennaio 2020 partirà infatti una vera e propria lotteria nazionale collegata agli acquisti che si ripeterà ogni mese. Introdotta dalla legge di Bilancio 2017, ma sempre rimandata, la lotteria consentirà di abbinare ai corrispettivi elettronici un’estrazione di premi per incentivare la lotta all’evasione.

E la privacy dei cittadini?
La Legge stabilisce l’inserimento, previa richiesta del consumatore, del codice fiscale del cittadino nello scontrino fiscale e nella ricevuta d’acquisto, codice che servirà proprio per prendere parte alla lotteria. Solo così potrà partecipare all’estrazione di premi chi effettua acquisti di beni o servizi, purché non chieda la fattura con partita Iva. Lo scopo è quello di incentivare cittadini e negozianti a richiedere e ad emettere gli scontrini fiscali per combattere l’evasione, mentre alla lotta dei falsi crediti Iva ci sta “pensando”, con buoni risultati, l’e-Fattura.

Fonte: Key4biz.it del 29/04/2019

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