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L’Antitrust boccia il Governo su PagoPa: “Non sia l’unica modalità per il pagamento alle Pa”

L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato stoppa il Governo su PagoPa. La piattaforma per pagare online la tassa sui rifiuti, il bollo auto, la mensa scolastica, le multe, ecc.., gestita dalla omonima società per azioni partecipata dallo Stato, è stata inserita dal Governo nel decreto Semplificazioni come l’unica modalità per il pagamento alle amministrazioni pubbliche dal 28 febbraio 2021. Ma lo switch off completo è stato oggi bocciato dall’Antitrust.

Cosa dice esattamente il parere dell’Antitrust

Nel parere dell’Autorità, firmato dal presidente Roberto Rustichelli ed inviato al premier Giuseppe Conte e al presidente dell’associazione nazionale dei Comuni (ANCI), Antonio Decaro, è scritto:

“…in merito all’identificazione delle modalità di pagamento coinvolte nel sistema PagoPA, l’Autorità rileva che – sebbene l’art. 5 del CAD (Codice dell’Amministrazione Digitale) preveda un generalizzato obbligo di utilizzo esclusivo di tale piattaforma, le Linee Guida per l’effettuazione dei pagamenti a favore delle Pa e dei gestori di pubblici servizi adottate dall’AgID, precisano che al sistema PagoPA, gli enti creditori possono affiancare esclusivamente i seguenti metodi di pagamento:

  • Delega unica F24 (c.d. modello F24) fino alla sua integrazione con il Sistema PagoPA;
  • b) Sepa Direct Debit (SDD) fino alla sua integrazione con il Sistema PagoPA;
  • c) eventuali altri servizi di pagamento non ancora integrati con il Sistema PagoPA e che non risultino sostituibili con quelli erogati tramite PagoPA poiché una specifica previsione di legge ne impone la messa a disposizione dell’utenza per l’esecuzione del pagamento;
  • d) per cassa, presso il soggetto che per tale ente svolge il servizio di tesoreria o di cassa”.

Non solo PagoPa, anche contanti fino alla domiciliazione bancaria

Dunque, osserva l’Antitrust non sia solo PagoPA l’unica modalità per il pagamento alle amministrazioni pubbliche.

Nel dettaglio l’Autorità scrive: “emerge, dunque, un rinvio non esclusivo all’utilizzo del sistema PagoPA, e la possibilità per le Amministrazioni di accettare anche ulteriori metodi di pagamento, quali:

  • oltre ai contanti,
  • la Delega Unica F24,
  • il Sepa Direct Debit (vale a dire la cd. domiciliazione bancaria) e altri servizi non meglio identificati, nella misura in cui essi non siano stati ancora integrati con il sistema PagoPA.

Inoltre, l’Antitrust fa notare al Governo che il legislatore ha anche previsto che gli enti territoriali possano addirittura “premiare” i cittadini che, per i pagamenti, utilizzino lo strumento dell’addebito diretto su conto corrente (ossia la domiciliazione bancaria) – che è al di fuori del sistema PagoPA – applicando una riduzione fino al 20% dell’aliquota.

Dunque, l’Autorità invita il Governo a fare chiarezza sulle modalità di pagamento che le Amministrazioni pubbliche possono accettare.

No al lock-in di Stato sui pagamenti digitali verso la PA

Ben vengano allora più modalità di pagamento per i cittadini verso la Pa: affidarsi solo a PagoPa è rischioso: si cerca di contrastare il lock-in dei Big Tech sul cloud ed altri prodotti e servizi tecnologici e poi il Governo vorrebbe imporre una sola modalità telematica di pagamento? E se poi PagoPa all’improvviso non dovesse funzionare? Se dovesse avere per un giorno dei problemi, si bloccherebbero tutti i pagamenti verso la Pa?
Ossia tributi, tasse, utenze, rette, quote associative, bolli e qualsiasi altro tipo di pagamento verso le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali, ma anche verso altri soggetti, come le aziende a partecipazione pubblica, le scuole, le università, le ASL.

La lezione di puntare tutto sullo SPID, per esempio, per il bonus mobilità non ha insegnato nulla? Chi ha lo SPID con i provider che hanno avuto grossi problemi durante l’accesso alla piattaforma per il buono mobilità non hanno potuto utilizzare l’identità digitale su nessun altro sito: InpsAgenzia delle EntrateComune, ecc…

Quanto costa pagare con PagoPa?

Prima di PagoPa il costo del pagamento era a carico della Pubblica Amministrazione. Ora, invece, lo paga l’utente. PagoPA infatti prevede una commissione per ogni movimento a carico dei cittadini, che può variare da pochi centesimi fino a 2,50 euro (con Unicredit e ING Bank) a seconda dell’ammontare del pagamento.

Fonte: Key4biz del 05 Novembre 2020

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