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Coronavirus: ricadute sui consumi energetici

di Gianfranco Ossino, Ingegnere e Responsabile Osservatorio Aidr per la Digitalizzazione dell’Ambiente e dell’Energia

Le misure governative messe in atto per contenere e contrastare la diffusione del coronavirus, sintetizzabili nello slogan che sta dilagando in rete #iorestoacasa, stanno avendo inevitabili ricadute sulla domanda ed offerta di luce e gas.

Le misure adottate nei recenti decreti per gestire l’emergenza della pandemia in atto hanno ridotto drasticamente le attività limitandole a quelle essenziali e stanno modificando le abitudini, il lavoro, il quotidiano ….. in estrema sintesi la vita di ciascuno di noi. Le prevedibili ricadute sul sistema produttivo non hanno tardato a manifestarsi e il settore energetico ne è la prova registrando storiche riduzioni sui consumi con conseguente riduzione dei costi della materia prima.

Questa situazione comporterà un aumento del fabbisogno domestico di energia elettrica e termica, su cui è possibile ottenere delle economie sui costi.

Riduzione consumi

La tecnologia digitale oggi consente in tempo quasi reale la disponibilità di dati sui consumi energetici, fondamentali per fornire elementi a supporto delle decisioni. ssi rappresentano uno degli indicatori più immediati per raccogliere informazioni sull’andamento dell’economia in particolare in momenti critici come quello che stiamo attraversando.

Le misure governative, su menzionate, si stanno ripercuotendo in modo significativo sui consumi energetici che registrano una significativa riduzione della domanda nel settore business e un aumento della domanda nel settore domestico, il tutto con una risultante che vede una drastica riduzione dei consumi.

Nel settore elettrico, secondo i dati forniti da Terna, il confronto dei consumi del corrente anno rispetto a quelli dello scorso anno registrano una ragguardevole riduzione. 

I consumi per il corrente anno registravano già una riduzione, che l’emergenza ha ulteriormente incrementato con l’entrata in vigore del decreto del 22 marzo come si evince dalla tabella. Le inevitabili restrizioni sulle attività sia industriali che commerciali, atte a contenere il diffondersi del virus, nel mese di marzo hanno portato ad una considerevole riduzione % dei consumi pari a meno 8,7%, che in valore assoluto equivale 2,024 TWh in meno rispetto lo stesso periodo dello scorso anno.

Analizzando i dati del mese di marzo in particolare quelli relativi al periodo di entrata in vigore del decreto si evince come questo abbia contribuito sulla suddetta rilevante riduzione dei consumi. Riduzione che ha registrato un 18,4% in meno rispetto stesso periodo dello scorso anno.

Prendendo ad esempio la giornata del 27 marzo scorso e confrontata con quella dello scorso anno si è registrata una diminuzione giornaliera dei consumi di ben 253,5 GWh che in % equivale a 27,5% in meno rispetto lo stesso giorno dello scorso anno.

Scenario peggiore per il nostro Paese si verificò con il Black Out del 23 settembre 2003 causato da un incidente.

Riduzione costi luce e gas

Le perduranti conseguenze delle riduzioni sui consumi energetici hanno come immediata conseguenza una riduzione tariffaria sulle materie prime ovvero sul gas e sulla luce, questo è quanto comunica ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), riduzioni che decorreranno dal prossimo 1° aprile. La riduzione si tradurrà per i consumatori in un minor costo dell’energia elettrica e del gas. Per il mercato domestico ovvero per le famiglie la riduzione annunciata si tradurrà in un risparmio complessivo medio annuo di 184 euro.

Come risparmiare

L’emergenza coronavirus ci impone una serie di misure che hanno come fine di contenere e contrastare la diffusione del virus, che ci vedono costretti a trascorrere la nostra vita entro le mura domestiche rivedendo radicalmente le nostre abitudini ed i nostri impegni quotidiani. La tecnologia digitale in tutto ciò si sta rivelando un validissimo strumento che ci consente di continuare la nostra vita anche se in modo totalmente diverso. E’ un momento che ci offre l’opportunità di riappropriarci del nostro tempo che dovremmo organizzarlo e gestirlo in modo costruttivo, preoccupandoci anche di rivedere in ottica di razionalità e funzionalità l’utilizzo delle risorse in generale e nello specifico di quelle energetiche. Risparmiare su luce e gas rappresenta un’esigenza ancora più sentita in questo periodo per le misure stringenti del decreto, che inevitabilmente si tradurrà in un maggior fabbisogno domestico di energia elettrica e termica. Il risparmio oltre che ottenerlo dalla riduzione delle tariffe di luce e gas, come su scritto, è anche perseguibile in altri modi e vediamo quali. Gli interventi finalizzati al risparmio domestico sulla spesa energetica possono sintetizzarsi in due macro interventi:

  • Contenimento dei consumi, questi a loro volta sono perseguibili mediante:
      • adozione di soluzioni tecniche che consentano di ridurre la natura energivora delle nostre abitazioni (miglioramento della tenuta termica, impiego di utilizzatori ad alto risparmio energetico, autoproduzione energia elettrica e/o termica,….);
      • comportamenti virtuosi che consentano un utilizzo parsimonioso dell’energia.
  • Riduzione dei costimediante un’attenta valutazione delle offerte dei diversi operatori presenti sul mercato

Soffermiamoci su questo ultimo punto ovvero come risparmiare sui costi di luce e gas scegliendo il fornitore più economico. L’impresa non è facile per la grande quantità di operatori presenti sul mercato, indicativamente i soggetti abilitati alla vendita di:

  • gas naturale sono oltre 600;
  • energia elettrica sono oltre 400.

La tecnologia digitale agevola l’operazione grazie alle diverse soluzioni disponibili in rete che consentono la scelta tra diversi operatori abilitati alla vendita di luce e gas. A riguardo molto valido il “portale offerte” per il mercato libero reso disponibile dall’Acquirente Unico (Società Pubblica), che sulla base dell’inserimento di poche informazioni desumibili dalla fattura, luce o gas, fornisce un folto elenco di fornitori con le rispettive offerte economiche.

Conclusioni

L’attuale emergenza non sarà di breve durata e sicuramente cambierà i nostri stili di vita, utilizziamo questo periodo per rivalutare le risorse in generale e nello specifico quelle energetiche per un loro utilizzo che sia sempre più parsimonioso e funzionale.

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Troppe parole sul Recovery Fund, o meglio Next generation EU, troppi sui media che ripetono all’infinito “ora che abbiamo questi 209 miliardi” ”ora che ci sono questi soldi”…”ora che è arrivato il recovery fund” etc etc. E’ necessario fare chiarezza innanzitutto sulla tempistica dei trasferimenti, (sulla concretezza dell’erogazione credo che, a prescindere dai mal di pancia dei cosiddetti Paesi “frugali”, essi verranno deliberati.), l’Italia dunque nel 2021 utilizzerà 25 miliardi del programma Next generation Eu nel 2021 (11 di prestiti dal Recovery fund, 10 di sovvenzioni più altri 4 di finanziamenti per la coesione (React Eu), nel 2022 le risorse che l’Italia richiederà all’Europa saliranno a 37,5 miliardi, nel 2023 ci sarà un picco fino a 41 miliardi, per poi ritornare a 39,4 miliardi nel 2024, 30,6 nel 2025 e 27,5 nel 2026.
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