Seleziona una pagina

Bambinidigitali. Genitori, perché l’uso improprio dei device mobili danneggia il bambino

di Barbara Volpi, Psicologa, Psicoterapeuta, PhD in Psicologia Dinamica e Clinica Sapienza-Roma

Nell’osservazione quotidiana cogliamo modalità d’uso dei nuovi device poco saggi e consapevoli, che tuttavia sono entrati nelle consuetudini giornaliere di tante famiglie a partire dai primi momenti di crescita del bambino.

Mamma mi guardi, invece di guardare il cellulare? Sto crescendo e nemmeno te ne accorgi? Si, hai sequenziato ogni mio momento di crescita nelle foto che hai postato su Facebook, le hai inviate ai vari gruppi di mamme e ai parenti su WhatsApp, ma davvero ti sei fermata ad osservarmi e a notare i miei progressi? A me sembra che il tuo primo pensiero invece sia stato quello di condividermi con gli altri piuttosto che essere fiera di come mettevo il piedino, di come mi sono alzato nel box, di come ti ho sorriso e soprattutto di quanto ho cercato il tuo sguardo per capire se facevo bene o male. E scusami se te lo faccio notare ma molto spesso non l’ho trovato e allora, sei il mio idolo lo sai, ho cercato di fare quello che facevi te, occhi chini sul cellulare alla ricerca di un me che però non trovavo. È divertente però, mi sono distratto e ho pensato ad altro.

Nell’osservazione quotidiana, ad ampio raggio nei luoghi più disparati, vuoi che sia lo studio del pediatra, il parrucchiere, il supermercato, l’aeroporto, la casa, l’uscita di scuola, cogliamo in gradienti distinti ma molto spesso omologabili, modalità d’uso dei nuovi device poco saggi e consapevoli, che tuttavia sono entrati nelle consuetudini giornaliere di tante famiglie a partire dai primi momenti di crescita del bambino. Mamme che portano a passeggio il neonato di pochi giorni, parlando freneticamente al cellulare, che fotografano ogni sua acquisizione evolutiva assoggettandola a testimonianza della sua identità digitale e delle sue prime impronte indelebili nel villaggio globale ancor prima che inizi timidamente a camminare, che si distraggono e distraggono con lo strumento dimenticando che l’essere e il divenire genitori ha bisogno di tempo, di sedimentazione, di attenzione e riflessione.

Tempo, sedimentazione, attenzione e riflessione che necessitano di un lavoro mentale che a volte, soprattutto nei primi momenti di stravolgimento e stanchezza, sembrano insormontabili per i neogenitori ed è proprio in questi frangenti che l’appendice strutturale dello strumento digitale fa la sua imperativa attrattiva di distrazione, di alleggerimento, di evasione, avvalendosi della ricompensa dopaminergica di like a coda di un commento, di una foto, di un video.

Ci si anima nei social e si struttura la linea di connessione virtual-digital life nella penetrazione capillare tra due modalità di essere inizialmente distinte che nella linea del tempo e nella traiettoria di crescita del bambino si incontreranno inevitabilmente in un nuovo modo di essere presenti a sé stessi e agli altri.

Nuovi genitori che sentono ingenuamente di cavalcare questa linea temporale e di aiutare così il bambino a fare la conoscenza di un mondo nuovo imperniato di tecnologia, di nuove competenze e acquisizioni in cui il saper destreggiarsi con il touch può fare la differenza e allora, tanto vale fare conoscenza da subito, darlo in mano precocemente e lasciarli anche soli per avere tempo di riguadagnare quel tempo che il tempo genitoriale restringe.

Nell’agire con così poca consapevolezza, mista alla considerazione generale che così fan tutti o perlomeno la maggioranza, si traccia la traiettoria di un utilizzo improprio della tecnologia che in questo modo perde il suo valore potenziale di arricchimento della qualità, soprattutto affettiva, della propria vita. Si guadagna del tempo non facendo la fila alla posta, e si utilizza quel tempo guadagnato per vivere appieno le relazioni, il qui ed ora del momento, soprattutto in uno spazio nella linea temporale che deve essere segnato dalla ripetizione, dalla sequenzialità, dalla scoperta dell’essere in relazione con l’altro che si prende cura di noi e così facendo ci insegna a utilizzare il vero strumento che è la vita nel modo migliore.

In questo modo, escludendo i dispositivi digitali, dai momenti dal tempo, dalla sedimentazione, dell’attenzione e dalla riflessione sulla scoperta del bambino e della relazione con i suoi genitori nei primi due anni di vita (in linea con le linee internazionali e nazionali sull’educazione digitale), si traccia la strada per un uso consapevole della tecnologia (Volpi, 2017), che ha sì i suoi tempi di acquisizione ma sempre nel rispetto dei tempi e delle competenze evolutive del bambino in fase di crescita.

Il mai da solo e sempre insieme, pilastro cardine di tutte le acquisizioni evolutive, rimane l’assioma educativo per eccellenza, oggi come ieri e come domani.

Già prima delle videochiamate, che ci permettono di essere affettivamente presenti con i nostri affetti anche in caso di assenza, Gianni Rodari nelle sue Favole al Telefono ci indicava la strada per un uso dello strumento, che tale dovrebbe essere considerato per evitare errori di gestione.

Bibliografia
Rodari G. (1962), Favole al telefono, Gli struzzi 14, Torino, Einaudi.
Volpi B. (2017), Genitori Digitali, Il Mulino.

Fonte: Key4biz.it del 11/02/ 2019

Archivio

VIDEO E PHOTO GALLERY

AIDR WEB TV

ITALIAN DIGITAL REVOLUTION

EVENTI ED INIZIATIVE

ITALIAN DIGITAL REVOLUTION

COME ASSOCIARSI

Cerchi il lavoro giusto per te? Scoprilo su IO LAVORO

IO LAVORO è un sistema informativo che utilizza la professione e i dati raccolti dai siti web di numerose istituzioni (Istat, Isfol, Miur, etc) o forniti come open data, per dare un quadro informativo completo sul mercato del lavoro e per favorire l’incontro domanda offerta.

AIDR NEWSLETTER

AIDR
Iscriviti alla nostra newsletter per essere sempre aggiornato sulle iniziative testo di prova e prova di testo

AIDR NOTIZIE DAL WEB

TUTTE LE NOTIZIE

Notizie
18/10/2021
Tre le modifiche al Decreto Legislativo 30 giugno 2003 n. 196, nella versione aggiornata con il Decreto Legislativo 101del 2018, apportate con il neonato Decreto Legge 8 ottobre 2021, entrato in vigore sabato 9 ottobre 2021.  La prima modifica, che ha già fatto gridare allo scandalo, ma l’allarme è esagerato, attiene alla necessaria soppressione, nell’ottica dell’impegno assunto a livello Europeo di efficientamento delle risorse del PNRR, del parere preventivo del Garante privacy per gli atti generali della P.A.
Notizie
15/10/2021
La tecnologia può rendere davvero migliori le nostre vite, qual è l’impatto della digitalizzazione sull’andamento del lavoro. I social network sono un male o un bene per le relazioni? A Digitale Italia un nuovo approfondimento, ospiti in studio del format web ideato da Aidr Stefano Epifani: Presidente del Digital Transformation Institute e Davide D’Amico: dirigente PA, socio AIDR.
Notizie
14/10/2021
di Gianfranco Ossino Ingegnere e in Aidr Responsabile Osservatorio per la digitalizzazione dell’ambiente e dell’energia. Lo smart working sta già cambiando i nostri stili di vita che vedranno sempre più l’affermarsi delle abitazioni anche come luoghi di lavoro, ciò richiederà maggior comfort e controllo sui consumi energetici. Una valida risposta ad entrambe le esigenze viene offerta dalle soluzioni “Smart Home”.

AIDR
AZIENDE E COLLABORAZIONI

AIDR SOCIAL

Seguici sui social per restare in contatto con noi,
ricevere aggiornamenti e inviarci suggerimenti, segnalazioni e commenti!