5G, a Roma la tre giorni che analizza la tecnologia presentando per la prima volta i risultati ufficiali dei test

di Costanza Iotti

Al centro della convention i dati che vengono dalle sperimentazioni italiane promosse dal ministero dello Sviluppo economico a Milano, Prato-L’Aquila e Bari-Matera e dai Comuni di Roma, Torino, Genova e Livorno. Informazioni che descriveranno lo stato dell’arte della tecnologia delle telecomunicazioni su cui sta puntando molto il governo.

Come funziona il 5G? E soprattutto quale ventata di novità porterà questa tecnologia wireless? Le prime risposte a questi interrogativi arriveranno da 5G Italy – The Global Meeting in Roma, la conferenza di tre giorni (dal 4 al 6 dicembre) promossa dal Consorzio Nazionale Interuniversitario per le Telecomunicazioni (Cnit), che impiega un centinaio di persone e riunisce 37 Università italiane diffuse su tutto il territorio nazionale. Nel corso della convention, organizzata in collaborazione con la società di business relation Supercom, verranno infatti presentati per la prima volta in Europa i risultati ufficiali dei test 5G.

I dati che vengono dalle sperimentazioni italiane promosse dal ministero dello Sviluppo economico a Milano, Prato-L’Aquila e Bari-Matera e dai Comuni di Roma, Torino, Genova e Livorno. Si tratta quindi di informazioni che descriveranno lo stato dell’arte della tecnologia delle telecomunicazioni su cui sta puntando molto il governo. Non a caso all’evento ci sarà una folta presenza politico-istituzionale italiana, accanto a diversi ospiti stranieri per un totale di 26 panel e oltre un centinaio di speaker. Alle giornate di riflessione sul 5G parteciperanno infatti il vicepremier Luigi Di Maio, il viceministro Miur, Lorenzo Fioramonti e il presidente della Commissione Trasporti della camera dei deputati, Alessandro Morelli. Attesa anche la partecipazione del ministro per la pubblica amministrazione, Giulia Buongiorno. Per la Commissione europea parteciperanno all’evento Roberto Viola, direttore generale DG Connect della Commissione e Peter Stuckmann, responsabile della Future Connectivity Systems dell’Unione.

“Abbiamo pensato che la divulgazione dei primi test fosse l’occasione giusta per raccontare che cosa sarà realmente il 5G attraverso le applicazioni – ha spiegato il professor Nicola Blefari Melazzi, direttore Cnit, università di Tor Vergata – Con questa nuova tecnologia non avremo solo un telefonino più veloce per scaricare in minor tempo i video, ma arriveremo finalmente all’Internet delle cose di cui tanto si parla da tempo”.

Qualche esempio può forse essere utile a comprendere la portata dell’innovazione. Con il 5G ci saranno ad esempio applicazioni in campo energetico che consentiranno con una sim il controllo in rete dei pannelli per produrre energia solare indicando in tempo reale eventuali disfunzioni e migliorando l’efficienza della produzione. O magari, in campo meccanico, ci saranno reti che attraverso i cellulari collegheranno i torni con la sala di comando. O ancora nel settore medico si diffonderanno gli interventi a distanza e l’ “ambulanza connessa”, la cui sperimentazione verrà descritta da Paolo Galimberti, dell’Areu Regione Lombardia, e da Roberto Faccincani, dell’Ospedale San Raffaele di Milano.

“Presenteremo applicazioni per diversi settori – prosegue il direttore del Cnit – Speriamo così di riuscire anche ad orientare gli studenti di domani che, laureandosi in discipline dell’Information & Communication Technologies, potranno contare su una domanda in ascesa non tanto da parte degli operatori telefonici, ma da aziende dell’energia, della logistica, dell’auto. Tutto questo perché l’Internet delle cose è ormai in piena espansione”.

Al momento c’è invece ancora penuria di figure professionali adeguate a raccogliere la sfida che verrà dal 5G, settore in cui anche le policy sono in evoluzione. “Abbiamo voluto dedicare parte di questo incontro anche ai temi normativi nazionali e internazionali che si stanno evolvendo assieme alla tecnologia – conclude Blefari Melazzi – Con questa convention l’Università ha voluto insomma uscire dai tradizionali canoni della divulgazione scientifica riservata a pochi, sia pure con il coinvolgimento dell’industria, per aprirsi ad un mondo più ampio, che poi sarà effettivamente quello che il 5G raggiungerà”.

Ecco perché nella tre giorni di incontri, accanto ai nomi tradizionali delle telecomunicazioni, ci saranno anche aziende come Acea, Enel, Fca, ABB. La convention sarà poi anche l’occasione per fare il punto sull’evoluzione della fibra, accanto al 5G, grazie all’intervento del presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, del numero uno di Huawei Italia, Luigi De Vecchis, del presidente di Qualcomm Europe, Enrico Salvatori, dell’amministratore delegato di Ericsson, Federico Rigoni, e del ceo di Nokia, Massimo Mazzocchini. Concluderà l’evento un focus sulle policy e il 5G con l’intervento Roberto Viola, e i rappresentanti delle forze politiche italiane. In chiusura, l’ultima delle note Cnit, “Beyond 5G” a cura di Marco Chiani, membro del CNIT per l’Università di Bologna.

Fonte: https://bit.ly/2zDx7lU

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Al via la “Call for professor” d’intesa con le università

L’Associazione Italian Digital Revolution – AIDR, in collaborazione con alcune università italiane, si è candidata come “Digital Knowledge Provider” nell’ambito di seminari, corsi di formazione e master universitari.L’obiettivo della “Call For Professor”, in linea con la missione associativa, è quello di porre i riflettori sull’innovazione, attraverso la diffusione della cultura digitale mettendo a disposizione delle Università italiane contenuti e docenti da inserire all’interno dei propri percorsi formativi.

Privacy, tavola rotonda Aidr su controlli e sanzioni Garante  

Milano, 22 gennaio – Trascorso il periodo transitorio che tutti gli Stati europei hanno osservato per consentire alle imprese di adeguarsi al nuovo sistema legato al GDPR, entrato in vigore da maggio 2018, sono iniziate le verifiche e i controlli nonché l’irrogazione delle sanzioni amministrative. Da una prima analisi è possibile constatare come il Garante privacy italiano stia tenendo un approccio ragionevole e ponderato in merito alle sanzioni per il mancato rispetto del GDPR, e ciò, in modo conforme a quanto dispone il regolamento stesso, secondo cui le sanzioni devono essere “effettive, proporzionate e dissuasive”.

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