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Nel 2017 il 53% degli italiani ha effettuato acquisti online

Nel 2017 il 53% degli italiani ha acquistato prodotti online (dal 50% del 2016). Tra chi non ha fatto acquisti negli ultimi 3 mesi il 43,2% ha cercato informazioni su merci o servizi e/o venduto beni online. La quota di famiglie che accedono a Internet mediante banda larga con una preferenza per la connessione fissa (ADSL, Fibra ottica, ecc.) è salita al 69,5% dal 67,4% del 2016 ma un terzo delle famiglie è ancora senza accesso a Internet.

È quanto emerge dall’indagine “Cittadini, imprese e Ict”, pubblicata questa mattina dall’Istat. Il 65,3% delle persone di 6 anni e più si è connesso alla rete negli ultimi 12 mesi (63,2% nel 2016), mentre circa il 47,6% accede tutti i giorni. Nell’uso di Internet l’età è ancora il principale fattore discriminante: sono i giovani a utilizzarlo di più (oltre il 92% dei 15-24enni) ma la crescita è significativa anche tra i 55-59enni (da 62,7% a 68,2%).

Competenze digitali poco diffuse nelle imprese
Resta limitata la diffusione di competenze digitali all’interno delle imprese: solo il 16,2% di quelle con almeno 10 addetti ha addetti specializzati in Ict e solo il 12,9% organizza attività formative in materia informatica.

Forte divario di tecnologie e rete fra grandi e piccole imprese
È ampio il divario tra grandi e piccole imprese nel livello di digitalizzazione misurato dall’indicatore composito Digital intensity indicator: che, per livelli almeno alti di digitalizzazione, è pari all’11% per le piccole imprese e raggiunge il 47% tra le grandi.

Sicurezza informatica priorità per le aziende
La sicurezza informatica è inserita tra le priorità aziendali sia per gli attuali investimenti tecnologici sia per quelli futuri: l’hanno indicata, rispettivamente il 44,9% e il 32,3% delle imprese.

Sempre più imprese vendono online
Pur lentamente – continua il report – continua ad aumentare la quota di imprese che vendono online (12,5%, 11% nel 2016 e 10% nel 2015). L’utilizzo di intermediari per l’ecommerce è molto significativo: il 30% delle imprese che hanno venduto via web nel corso dell’anno precedente ha realizzato almeno tre quarti del fatturato web tramite siti o app di intermediari.

Sole24ore.it

Fonte: http://bit.ly/2kEwdhv

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Un accordo di collaborazione è stato siglato tra l’associazione Italian Digital Revolution – AIDR e la Rete d’Imprese RILANCIO ITALIA 2020. L’intesa intende promuovere la piattaforma digitale di RILANCIO ITALIA 2020 (http://www.rilancioitalia2020.it/), Rete d’Imprese che è impegnata, nell’ambito del superbonus 110%, nella promozione, vendita e veicolazione dei servizi connessi e realizzati allo scopo.

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27/10/2020
Ecco il video dell’intervista a Franco Losi, cofondatore della società Cinello, a cura di Gianfranco Ossino, Ingegnere e Responsabile Osservatorio per la Digitalizzazione dell’Ambiente e dell’Energia Aidr, e Francesco Pagano, responsabile servizi informatici ALES e consigliere AIDR.
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26/10/2020
di Vito Coviello, Socio AIDR e Responsabile Osservatorio Tecnologie Digitali nel settore dei trasporti e della logistica. Stiamo vivendo un periodo complesso in cui è stata messa in discussione la nostra libertà di vita a causa della pandemia che ci ha costretto ad uscire dagli schemi, a cercare nuove soluzioni, nuovi equilibri di vita nell’attesa del ritorno alla normalità. Ma quale sarà la nostra normalità post Covid?
Notizie
20/10/2020
Troppe parole sul Recovery Fund, o meglio Next generation EU, troppi sui media che ripetono all’infinito “ora che abbiamo questi 209 miliardi” ”ora che ci sono questi soldi”…”ora che è arrivato il recovery fund” etc etc. E’ necessario fare chiarezza innanzitutto sulla tempistica dei trasferimenti, (sulla concretezza dell’erogazione credo che, a prescindere dai mal di pancia dei cosiddetti Paesi “frugali”, essi verranno deliberati.), l’Italia dunque nel 2021 utilizzerà 25 miliardi del programma Next generation Eu nel 2021 (11 di prestiti dal Recovery fund, 10 di sovvenzioni più altri 4 di finanziamenti per la coesione (React Eu), nel 2022 le risorse che l’Italia richiederà all’Europa saliranno a 37,5 miliardi, nel 2023 ci sarà un picco fino a 41 miliardi, per poi ritornare a 39,4 miliardi nel 2024, 30,6 nel 2025 e 27,5 nel 2026.

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