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Intervista a Giovanna Trimoldi: "le persone, il fattore più importante per una startup di successo"

Vittorio Zenardi
12-04-2017

Ventisette anni, romana, Giovanna Trimoldi, è la vincitrice del Premio per la migliore tesi di Laurea 2015 con una lavoro su “Le Sfide del Social Media Management nelle agenzie di comunicazione”, oggi vive a Lisbona dove ha lavorato come Marketplace Lead presso la startup portoghese Landing.jobs.

Salve Giovanna, come è nata l’idea di trasferirsi a Lisbona?
Ho avuto l'opportunità di conoscere Lisbona circa tre anni fa, quando mi sono trasferita per motivi di studio. Ai miei occhi appariva la città giusta per coronare quel desiderio di essere immersa in un ambiente internazionale e allo stesso tempo molto amichevole.
Poter viver all'interno di un sistema di questo genere, ti apre la mente, ti stimola e ti ispira continuamente.

Come ha conosciuto ed è entrata in contatto con la startup Landing.jobs?
Stavo lavorando sul mio Business Plan per poter partecipare ad un programma europeo che mi avrebbe pagato un'esperienza all'estero.
In quel periodo ricordo che cercavo lavoro su Lisbona e sono inciampata su questa piattaforma chiamata Jobbox, oggi Landing.jobs, che pubblicava la offerte di lavoro sul Portogallo.C'era una posizione aperta per Business Developer e mi sono candidata. 

Dopo qualche giorno mi hanno contattata per una prima intervista. In realtà quando sono entrata in contatto con loro avevo ricevuto l'offerta di due grandi imprese italiane, ma cercavo un'azienda giovane e con un ambiente multiculturale. Ed è stato proprio questo suo carattere che poi mi ha permesso di portare Landing.jobs in tanti altri paesi dell'Europa.

Quali differenze ha riscontrato, rispetto al nostro Paese nell’approccio a far crescere e sviluppare una startup?
I giovani vengono educati e stimolati per entrare immediatamente in contatto con il mondo delle startup, sia nelle università che con attività di incontro ad hoc.
Ce ne sono moltissimi: mi viene in mente il #Break dove ogni mercoledì del mese vengono offerte lasagne e drinks.
Ci sono andata solo un paio di volte - i portoghesi hanno una concezione di lasagna un po' particolare…

Però, immagina, eventi come questo sono in genere farciti di una vista mozzafiato sul castello di Sao Jorge e magari un bel tramonto rosa sulla testa.
Molto viene organizzato settimanalmente: l’incubatore Startup Lisboa con i suoi talk sul lavoro in remoto, Second Home che è atterrata da Londra e offre ogni giorno occasioni di ritrovo, Beta-i con i suoi panel. E' così che ti capita di incontrare giovanissimi entrepreneurs che vengono dalla Germania, UK, Spagna e sono ai primissimi inizi, in cerca di idee e giusti contatti.
Insomma, il mio coinquilino tedesco ha fondato Startup Creator tra India e Lisbona. 

Ecco, a Roma quanti co-working space ci sono? tre, quattro con Talent Garden che ha aperto da poco? Qui la lista è un po' più lunga e dentro ci trovi nomi provenienti da tutto il mondo.
Sono stata a Roma e Milano visitando qualche incubatore e, onestamente, non ho mai incontrato la vivacità cosmopolita del Portogallo che costruisce tutto un mondo attorno alle startup.
Questo paese ha puntato molto su turismo, innovazione tecnologica e startups, facendone il punto di forza. Il Web Summit non è stato altro che il coronamento delle tre combinazioni.

Certamente. Un sistema così rigoglioso non può crescere senza l'aiuto di un governo che ne stimola ogni fibra.

L’Università Nova ha vinto un premio per miglior università a supporto dell'imprenditoria; Il Building Global Innovators è stato visto nascere proprio dalla collaborazione con un'altra università portoghese e il MIT; la Banca Montepio è una delle principali investitrici in molti dei progetti di incubatori e acceleratori.

Può capitare di incontrare Joao Vasconcelos, Segretario di Stato per l'industria, ad ogni evento. Quell'uomo mette la faccia ovunque, l'ho personalmente incontrato un paio di volte al Landing.jobs Festival e a SecondHome. E questo, come puoi immaginare, regala un'immagine ben precisa dell'intero sistema.

Quali sono le skill per una Startup di successo?
Secondo me la skill che devi avere è quella di essere un po' matto. In effetti, scherzi a parte, credo che devi avere un determinato carattere, abbastanza coraggioso per buttarti in ogni tipo di conversazione.
La storia delle soft skills, tanto importante quanto le hard skills, qui si fa sentire. Saper fare networking, che implica saper capire come e con chi entrare e rimanere in contatto, diviene fondamentale.

Altra cosa che indubbiamente è diventata essenziale è quel meraviglioso linguaggio chiamato informatico: puoi avere tutte le belle idee del mondo, ma ti servirà sempre il miglior developer su piazza.
La startup di successo è quella che si saprà poi innovare. Credo serviranno persone che non hanno paura del cambiamento ma che anzi che ci sguazzino dentro. Il giorno che la tua azienda non si vorrà più innovare, diventerà probabilmente una grande azienda che, in un mondo liquido e sempre più veloce, sarà più soggetta a diventare obsoleta.

Esiste una strategia per abbassare al minimo il rischio di fallimento?
Abbassare il rischio di fallimento? Fallirai tutti i giorni, fallirai tante volte. Credo dipenda da questo se avrai successo, perché vorrà dire he avrai imparato. Se abbassi il rischio di fallimento abbassi il rischio di successo. Registra tutto, riguarda la tua storia, a volte dimenticala completamente per stravolgerla e innovarti.

In Landing.jobs avete usato il metodo Lean Startup proposto da Eric Ries?
Si, anche noi abbiamo usato questo metodo che poi in realtà diventa un'attitudine, uno stile di vita, una forma di pensare il lavoro.
Come faresti ad esempio a portare avanti una startup con il Waterfall? Sei mesi per consegnare il progetto? Nel frattempo qualcun altro ha già fondato la stessa startup magari.

A/B Testing, cosa è un MVP e il metodo Lean Startup vengono insegnati nelle università di Management. Poi come al solito tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare. Ma credo si tratti di conoscere una differente cultura del lavoro.

Il fattore più importate per avere successo con una startup?
Le persone! Indubbiamente. Le persone e come queste comunicano all'interno del team.Credo che quando sei sul punto di decidere con chi collaborare per far nascere l'idea o sul punto di assumere qualcuno, la prima cosa da considerare è che il progetto dipenderà molto da quelle persone.

Il difficile poi sta nel comunicare in una forma strutturata ma che allo stesso tempo tiri fuori la voce di tutti.

Vista la sua esperienza all’estero quali consigli si sente di dare ai giovani italiani che intendono creare o lavorare in una startup?
La mia esperienza è molto fortunata. In poco tempo ho potuto apprendere molto. Se potessi dare qualche consiglio nel mio piccolo, gli direi: “Muovetevi!”. Mettete la faccia là fuori, parlate con le persone. Non pensate che sia facile creare una startup, c’è tanto da apprendere.
In generale comunque, circondatevi delle persone giuste, che vi sappiano inspirare, motivare e aiutare.

Progetti per il futuro?
Curioso che questa intervista mi venga fatta proprio oggi. Sto infatti lavorando ad un progetto di Inhouse Expert Recruiting Guide per organizzazioni interculturali, che mi piacerebbe portare avanti in parallelo con la mia attività principale. Molti mi chiedono se voglio fondare una mia startup. Ma per il momento sono ancora troppo curiosa di apprendere, poi chissà, mai dire mai..

Vittorio Zenardi Direttore Responsabile Lo_Speciale, Socio Fondatore, Membro Consiglio Direttivo e Responsabile Sito e Social Media AIDR

Fonte: http://bit.ly/2osY4DE

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