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La FESTA DELLA DONNA è anche un'occasione per dimostrare il divario di genere in ambito tecnologico ed informatico

21-02-2017
Mauro Nicastri

Nel solco di una diffusa utopia della partecipazione, che vede aumentare progressivamente e costantemente la platea degli inclusi digitali, si colloca il Forum “Digital Women”, che si terrà mercoledì 8 marzo prossimo, dalle ore 16.30, nella Biblioteca della Camera dei Deputati in Via del Seminario, 76, che vuole sostenere l'avvenuta conquista delle pari opportunità digitali da parte delle donne: il mondo di Internet sarebbe, dunque, il regno dell'uguaglianza di genere.

Tuttavia, prima di accettare questa posizione e le implicazioni a essa conseguenti, è necessario rispondere a numerosi interrogativi che ancora rimangono aperti e sollecitano una riflessione urgente: in tutti i paesi occidentali è possibile parlare di una chiusura dei gap digitali tra uomini e donne o permangono squilibri, anche importanti, tra le diverse realtà socio-territoriali? L'esistenza delle fratture digitali può essere ancora letta come frutto dell'appartenenza di genere, oppure siamo di fronte a un "divario civetta" che si annulla se consideriamo l'incidenza di altre variabili? E in Italia, qual è il livello di e-Inclusion delle donne?

Rispetto ai segnali di chiusura del digital gender divide registrati in alcuni contesti territoriali, il Forum “Digital Women” organizzato dall’Associazione Italian Digital Revolution si propone di mettere a fuoco le caratteristiche delle donne italiane nel peculiare ambito nazionale, contraddistinto da un'arretratezza digitale tout court piuttosto marcata, con l'obiettivo di individuare quei fattori che contribuiscono a favorire o a ostacolare l'inclusione dei diversi segmenti della popolazione femminile. Nei fatti, le donne sembrano vittime di una frattura digitale che le allontana dal centro della società delle reti, relegandole spesso alla periferia dell'inclusione.

Il miraggio di una "società dell'informazione per tutti" si infrange così contro l'evidenza: il cyberspazio rimane ancora una prerogativa di alcuni, mentre altri restano intrappolati fuori dalla rete. In particolare, quella parte di popolazione femminile a più alto rischio di esclusione sociale, prima che digitale, corre il pericolo di subire il peso dell'"effetto Matilda", una moltiplicazione cumulativa degli svantaggi che - applicata alle tecnologie digitali - suona come un tetro presagio: "a chi non ha, verrà tolto anche quello che ha".

Mauro Nicastri. Presidente Italian Digital Revolution

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