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Start-up e Internet delle Cose: così Siemens porta l'industria nell'era digitale

27-12-2016
SIEMENS

Il gruppo tedesco spinge sempre di più in direzione della digitalizzazione, tra investimenti in ricerca e sviluppo, intelligenza artificiale e tecnologie cloud.

Digitalizzazione, automazione e sistemi energetici decentralizzati: sono i tre pilastri sui quali si basa la strategia del colosso tedesco Siemens per traghettare imprese e industrie nel futuro. La società ha annunciato di recente un incremento negli investimenti in ricerca e sviluppo per l’anno prossimo di circa 300 milioni di euro (arriveranno così a toccare quota 5 miliardi), gran parte dei quali saranno destinati proprio a questi ambiti, con un accento marcato sul primo.

L’obbiettivo del gruppo è quello di favorire la transizione delle imprese verso il digitale e rafforzare ulteriormente la posizione di società lanciata nell’industria 4.0 , al punto di realizzare crescite a doppia cifra nell’ambito del software, dei servizi e del cloud, da qui fino almeno al 2020.

IL PRESENTE: SENSORI E INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Portare l’Internet delle Cose in ambito industriale per Siemens è la chiave di tutto: dotare i macchinari di sensori connessi, che registrano informazioni sul flusso magnetico, le vibrazioni e la temperatura delle singole componenti, permette di raccogliere una cascata di dati in tempo reale che è possibile sfruttare per migliorare i processi produttivi in tutti i settori, dall’industria alla distribuzione di energia.

Per questo motivo la società ha lanciato in tutto il mondo MindSphere , un sistema operativo cloud e aperto dedicato alla gestione dell’Internet delle Cose, che permetterà ai clienti del gruppo di avere il controllo completo su quello che avviene nei propri impianti.

All’analisi dei dati grezzi raccolti da sensori e macchinari smart contribuiranno sia le app che potranno sviluppare gli stessi clienti (ma nel 2017 sarà aperto un vero e proprio app store con software creato da terzi), sia l’intelligenza artificiale di IBM Watson, grazie a un accordo stretto da Siemens con la casa statunitense. Con l’aiuto del cervellone sintetico e delle app che popoleranno la piattaforma MindSphere potrà consigliare la manutenzione delle apparecchiature prima dei guasti ma anche generare copie virtuali di prodotti o interi sistemi di produzione per simularne in anticipo e con precisione le caratteristiche, con risparmio sui costi di produzione.

IL FUTURO: UN INCUBATORE PER L’INNOVAZIONE
MindSphere non rimarrà a lungo l’ultimo frutto degli sforzi di Siemens nell’ambito della ricerca e sviluppo: la scommessa del gruppo a lungo termine si chiama infatti Next47 , società sussidiaria che sarà presente in tutti i principali crocevia del mondo tecnologico per intercettare le startup più promettenti negli ambiti di intelligenza artificiale, macchinari autonomi, auto connesse, elettrificazione distribuita, blockchain e velivoli a propulsione elettrica.

Next47 funzionerà da incubatore e a questo scopo metterà sul piatto un miliardo di euro nel corso dei prossimi cinque anni; con uffici già aperti a Berlino, Palo Alto, Boston, Tel Aviv, Shanghai e Pechino, la società non si occuperà solamente di finanziare e seguire i soggetti partner, ma anche di fornire loro strutture per la prototipazione e la creazione dei prodotti e di garantire a questi ultimi un accesso al mercato globale grazie alla presenza già affermata di Siemens in più di 200 paesi.

LORENZO LONGHITANO

Fonte:http://bit.ly/2iyphiD

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