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Digitale, Piacentini e il passaporto elettronico fatto con bolli, foto e file

DIEGO PIACENTINI
22-12-2016

L'ex top manager di Apple ed Amazon, ora commissario del governo per l'innovazione, nota sul web che in Italia questo documento non è poi così digitale, e lo racconta con la testimonianza di un lettore. "Bicchiere mezzo pieno, ma molti silos del processo non sono integrati".

Diego Piacentini accende un faro sul passaporto elettronico che l'Italia permetterebbe di fare. L'ex top manager di Apple ed Amazon, ora commissario del governo per l'attuazione dell'Agenda Digitale, posta sul suo blog Team Digitale - che ha costituito a Palazzo Chigi per portare a termine la sua missione - l'intervento di un lettore, Nicola Mastrippolito. Questi è corso a provare questa procedura che gli sembrava innovativa, rivoluzionaria ma ha dovuto fare i conti con la realtà, forse inevitabile nel nostro Paese imperfetto e arretrato: di "elettronico" la procedura ha ben poco.

Piacentini lo cita: "Scopro che abbiamo il passaporto elettronico! Piano piano però il mio entusiasmo diminuisce nello scoprire che dal sito posso soltanto prendere appuntamento per presentare la domanda e posso scaricare il modulo della domanda stessa parzialmente compilato (naturalmente mancano le solite informazioni che la Pubblica Amministrazione già conosce)".

"Scopro inoltre che per presentare la domanda in Questura occorre precedentemente acquistare in tabaccheria il bollo per le spese amministrative ed andare in Posta a pagare l'apposito bollettino (con la solita sovrattassa di 1,50 euro per le Poste). Possibile che non sia possibile effettuare il pagamento online o direttamente in Questura (bancomat o carta di credito) alla presentazione della domanda?".

"Occorre inoltre presentare le solite due fotografie in formato tessera. Naturalmente le foto che ho portato vengono allegate alla domanda ed una viene scannerizzata (insieme alla mia firma) per essere poi stampata sul passaporto!!! Ma come, mi vengono chieste delle foto tessera che poi vengono scannerizzate? Non era più semplice una piccola webcam per fotografarmi alla presentazione della domanda ed avere quindi un'immagine con una migliore qualità (cosa che viene regolarmente fatta in altri Paesi europei e non solo!)?".

Segue il commento di Piacentini, che resta comunque ottimista: "Il bicchiere è mezzo pieno, non mezzo vuoto", scrive. "Le fasi di rilascio del passaporto sono migliorate negli ultimi anni e i tempi di prenotazione (che ora sono frequentemente online) e la consegna del passaporto (che si può anche ricevere comodamente a casa via posta) sono in linea con gli standard di molti altri Paesi. Tuttavia, ci sono ancora molti silos nel processo, come quelli descritti nell'esempio, che non sono integrati tra di loro".

ALDO FONTANAROSA

Fonte: http://bit.ly/2hqxmFT

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