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I 10 trend digital che domineranno il 2017. Il report di Ericsson

Intelligenza artificiale
17-12-2016

Il colosso svedese ha pubblicato “The 10 Hot Consumer Trends for 2017”, un sondaggio svolto in 14 megalopoli che evidenzia le tendenze digital che domineranno il prossimo anno.

L’Intelligenza artificiale sarà ovunque, una persona su 4 la vorrebbe anche a lavoro, al posto di colleghi o addirittura del capo. L’Internet delle cose diventerà ancora più avanzato, con smartphone a cui richiederemo di fare sempre più compiti. Realtà virtuale, video e realtà aumentata saranno integrati in una “merged reality” che li racchiuderà tutti. Da declinare, però, in versione sempre più personale, magari con occhiali speciali che verranno usati per aumentare la sicurezza, tema carissimo ai consumatori, sicuramente molto più della privacy, a cui tutti sono disposti a rinunciare (almeno in parte) per avere servizi sempre più integrati. Sono questi gli scenari che ci aspettano nel 2017 (e anche più in là) secondo il report di Ericsson The 10 Hot Consumer Trends for 2017 and Beyond presentato ieri a Roma. Un documento in 10 punti che il colosso svedese pubblica ormai da sei anni per fare il punto su aspettative e desideri dei consumatori in fatto di innovazione digitale.

Il report si basa su un sondaggio online svolto su base mondiale nel mese di ottobre 2016 dal ConsumerLab di Ericsson, sottoposto a oltre 7 mila persone distribuite in 14 megalopoli, da Berlino a Jakarta, da Sydney a San Paolo. Gli intervistati sono utenti internet di livello “avanzato”, ovvero persone che hanno una certa dimestichezza con la tecnologia, di tutte le età tra i 16 e i 69 anni. Per l’Italia sono stati chiamati in causa 1.500 consumatori.

1. Intelligenza artificiale
Nel 2017 sarà il trend più grosso. A livello mondiale, una persona su 3 ha ammesso che vorrebbe un “AI advisor” a lavoro, cioè un assistente robotico che svolga dei compiti di routine al posto nostro, come smaltire le email o adempiere ad altri doveri ripetitivi. Una persona su 4 si è spinta oltre, affermando che avrebbe volentieri una intelligenza artificiale anche come capo. Quasi la metà degli intervistati, d’altra parte, ha detto di temere che i robot gli rubino il lavoro: un timore che invece è più contenuto in Italia, dove questo dato scende sotto il 40%.

2. Internet of things
Sembra che gli smartphone siano destinati a diventare i nostri maggiordomi. Sempre più persone hanno nel loro dispositivo app per controllare le cose e il il 40% degli intervistati a livello mondiale pensa che lo smartphone possa svolgere compiti casalinghi al posto loro, facendo diventare “smart” l’abitazione e imparando le abitudini dei loro padroni. Gli italiani, invece, restano un po’ più scettici: solo il 25% è fiducioso nell’Iot.

3. Auto che si guidano da sole
Il tema, qui, si gioca tutto sulla sicurezza. Un quarto degli intervistati ha affermato che si sentirebbe più sicuro se ci fossero le cosiddette self-driving cars invece delle auto tradizionali. Non solo: ben il 65% vorrebbe lui stesso un’auto che si guida da sola. Dati in contraddizione per l’Italia, dove pare che le macchine autonome siano viste come un pericolo: uno su 3 ha detto che non si sentirebbe più sicuro perché pensa che si possano hackerare. Anche il tasso di coloro che la vorrebbero possedere è basso: appena il 18%.

4. Merged reality
Il video si mischia con la realtà, che si mischia con le tecnologie digitali. La realtà aumentata che dalla scorsa estate è diventata alla portata di tutti grazie anche al successo virale del gioco Pokémon Go, diventerà il prossimo anno ancora più integrata con la realtà virtuale e con la vita di tutti i giorni. Ben 4 utenti su 5 di VR crede che questa diventerà indistinguibile dalla realtà nei prossimi 3 anni, mentre la metà delle persone intervistate sarebbero interessate ad acquistare guanti o scarpe che permettono di interagire con oggetti virtuali (come un paio di guanti che permettono di suonare una tastiera virtuale). Ovviamente per arrivare alla merged reality ci sono alcuni problemi da risolvere: non bisogna avere cavi, non ci deve essere ritardo di trasmissione, ma soprattutto bisognerà dotarsi di batterie che resistono a lungo.

5. Sincronizzare tatto e vista
Un problema legato ai dispositivi di realtà virtuale e alle macchine che si guidano da sole consisterà nei malesseri e nel senso di nausea che queste tecnologie potranno causare. Risolvere la sincronizzazione tra tatto e vista in un visore, ad esempio, sarà una delle prossime sfide da affrontare.

6. Il paradosso della sicurezza dei device
Torniamo ancora sul tema sicurezza. Secondo il report, più della metà delle persone si sente più sicuro se ha un cellulare con sé. Ma quando portano lo smartphone, i 3 quinti degli intervistati hanno ammesso che corrono più rischi nella vita di tutti i giorni proprio perché si appoggiano sul fatto di avere un dispositivo con loro.

7. I social sono come dei silos
Le persone saranno sempre di più portate a trasformare i social network in silos: secondo i dati del report, un quarto delle persone rivede i propri contatti periodicamente, eliminando i contatti che sentono in disaccordo con loro. Per questo si vanno a creare “compartimenti stagni” nei social in cui tutti i propri contatti sono costituiti da persone con stessi gusti e pensieri. A questo dato se ne aggiunge un altro: uno su tre ha ammesso che i social sono la sua principale fonte di informazione. Per quanto riguarda l’Italia questo dato scende a uno su 5, mentre circa la metà non si preoccupa di chiedere consigli sui social prima di comprare qualcosa.

8. Realtà aumentata personale
Più della metà delle persone vorrebbe usare degli occhiali a realtà aumentata per illuminare spazi bui ed evidenziare i pericoli, quindi con uso prettamente riservato alla sicurezza. Due persone su 5 hanno affermato che cambierebbero volentieri l’ambiente intorno a loro o anche come le persone appaiono, in una sorta di “abbellimento” virtuale della realtà.

9. Il privacy divide
Due utenti esperti di Internet su 5 preferiscono usare solamente servizi criptati, ma le opinioni sono divise. Il “divide” consiste nel fatto che le persone non capiscono bene chi prende i propri dati e che uso ne fanno. Un terzo degli intervistati pensa che la privacy come concetto non esisterà più nei prossimi 3 anni.

10. Monopoli tech
Due persone su 5 vorrebbero acquistare tutti i prodotti che gli servono dalle 5 più grandi compagnie tech. Parliamo di qualsiasi tipo di prodotto, dalla frutta alla tecnologia. La maggior parte dei consumatori intervistati crede che nei prossimi 5 anni si verificherà di fatto una specie di monopolio delle 5 più grandi aziende tech. 

Carlotta Balena

Fonte: http://bit.ly/2hBVG8s

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