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La pubblicità sui social network sta per superare quella sui giornali

social
10-12-2016

Secondo l’agenzia pubblicitaria Zenith Optimedia, passerà dai 29 miliardi di dollari nel 2016 a 50 miliardi nel 2019.

Le pubblicità sui social network sono una lauta fonte di introiti nel medio termine: lo rivela l’agenzia pubblicitaria Zenith Optimedia nel suo report Advertising Expenditure Forecasts. In termini numerici e a livello globale, la spesa in inserzioni pubblicitarie sui social network passerà dai 29 miliardi di dollari nel 2016 a 50 miliardi di dollari, tra il 2016 e il 2019. Una crescita che, in soli tre anni, sarà del 72%. Nel breve termine, ossia entro il 2017, la spesa pubblicitaria globale aumenterà del 4,4%.

I social network hanno beneficiato del boom degli smartphone. Per molti utenti, il social media è il punto focale della loro vita sociale, così come la loro principale fonte di notizie. Le pubblicità sui social si fondono perfettamente con il news feed, e sono molto più efficaci rispetto ai formati classici tipo i banner, soprattutto sui dispositivi mobili. Complice la rapida ascesa della tecnologia mobile, secondo il report la promozione sui social media supererà quella nei quotidiani cartacei, di certo dal 2020 in poi. Solo entro il 2019, Zenith stima una spesa nel settore pari a 50.2 miliardi di dollari per il social media rispetto ai 50.7 miliardi per i giornali, uno stacco del solo 1% tra la rete e il cartaceo.

I video sono di certo i re indiscussi dell’advertising: aumentano del 18% ogni anno, un investimento che equivale a 35,4 miliardi di dollari entro la fine del 2019. Un importo che supera, seppur di poco, la somma prevista per la pubblicità in radio: 34 miliardi di dollari per la fine del triennio.

La promozione nei video online resterà invece un complemento e non un sostituto della reclame televisiva: tra tre anni la spesa per la loro promozione sarà sempre meno di un quinto rispetto a quella degli spot tv. La spesa dell’advertising non coinvolge però tutti i paesi allo stesso modo. In Medio Oriente e il Nord Africa, ad esempio, scende del 4,9% ogni anno, complici i conflitti endemici e i bassi prezzi del petrolio. In America Latina va leggermente meglio, ma senza slanci: sale solo del 1,7% ogni anno, complice la recessione in Argentina, Brasile, Ecuador e Venezuela.

Secondo l’agenzia, la Cina rappresenta invece un terreno florido per il settore: contribuirà per il 25% alla crescita globale nella spesa pubblicitaria tra il 2016 e il 2019. India, Indonesia e Filippine concorreranno, nel loro insieme e nello stesso periodo, a un incremento del 12%.  

Agostina Delli Compagni

Fonte: http://www.wired.it/economia/business/2016/12/09/pubblicita-sui-social-media/

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