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Il futuro dei quotidiani tra carta stampata e strumenti digitali

15-11-2016
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Nel 13° Rapporto Censis - Ucsi sulla Comunicazione si segnala come i quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani (-1,4% nell'ultimo anno, -26,5% complessivamente nel periodo 2007-2016).

Continua ad aumentare invece l'utenza dei quotidiani online (+1,9% nell'ultimo anno) e degli altri siti web di informazione (+1,3%). Mantengono i propri lettori i settimanali (+1,7%) e i mensili (+3,9%), ma non i libri cartacei (-4,3% nell'ultimo anno, con una quota di lettori diminuiti al 47,1% degli italiani), ancora non compensati dai lettori di e-book, che aumentano dell'1,1% nell'ultimo anno, ma si attestano solo al 10% della popolazione.

D’altronde già nel 2007 lo studioso di editoria Philip Meyer disse che l’ultima copia cartacea del New York Times sarebbe stata stampata nel 2043. Pochissimo tempo dopo proprio l’editore del NYT Arthur Sulzberger jr. corresse la previsione di ben 31 anni sostenendo che l’ultima copia del suo giornale sarebbe andata in edicola nel 2012!

Il guru dei media Dawson si è invece spinto in una previsione Paese per Paese:  il sorpasso di internet sul cartaceo avverrà negli USA nel 2017, in Islanda e Uk nel 2019, in Canada e in Norvegia nel 2020, in Nuova Zelanda, Spagna, Repubblica Ceca, Taiwan nel 2024,in Sud Corea, Russia urbana, Belgio nel 2026. In Italia nel 2027 e a seguire verranno paesi come la Francia (2029), la Germania (2030), il Giappone (2031), la Mongolia (2038) e l’Argentina (2039). Dal 2040 in poi sarà la volta del resto del mondo.

Questo successo della stampa digitale nasce anche perché - come fa notare GFK Eurisko - i media digitali sono più consoni alla nascente disintermediazione, fenomeno sociale per la quale cresce ogni processo di rimozione della figura dell’intermediario, ossia di colui che ha la funzione di intercedere tra due o più Attori Sociali. E sembrerebbe che la familiarità dello strumento digitale sia più adatta , più “laica” rispetto ai vecchi quotidiani cartacei.

Soprattutto nel suo Seminario Annuale la stessa GFK –Eurisko fa notare come il Gap Generazionale che ha contrassegnato l’inizio dell’espansione di internet sia ormai colmato con la fascia anagrafica degli oltre 55enni ormai avvezzi ai media digitali e che anche sono i più cross mediali, esposti a più mezzi ma per minor tempo. Ed anche per loro il web diventa più rilevante nella lettura di quotidiani e periodici. Così il 75% degli adulti di fascia anagrafica degli oltre 55enni risulta lettore online.

Ma la confusione per una corretta rilevazione statistica sulla diffusione delle copie digitali dei quotidiani italiani regna ancora sovrana se sui dati Ads stimati dagli editori, riferiti al mese di settembre 2016 per le testate a periodicità quotidiana e settimanale e riferiti al mese di agosto 2016 per le testate a periodicità mensile, la stessa ADS ha deciso una pausa di riflessione sulla rilevazione dei dati digitali.

La  Ads – Accertamenti Diffusione Stampa - è la società che certifica e divulga i dati relativi alla tiratura e alla diffusione e/o distribuzione della stampa quotidiana e periodica di qualunque specie pubblicata in Italia. Come anticipato nel luglio scorso però , segnala Ads, i dati diffusionali di quotidiani e periodici verranno rilasciati senza la colonna delle copie digitali multiple fino ad approvazione del nuovo Regolamento edizioni digitali.

Il nuovo regolamento è attualmente in fase di approfondimento da parte della Commissione Lavori, come richiesto dal Consiglio di Amministrazione nella riunione del 3 novembre scorso, ai fini di ottenere una rappresentazione completa e affidabile del mercato delle copie digitali, e verrà sottoposto ad approvazione da parte del Consiglio nella prima riunione utile.

Come dire che c’è ancora molto confusione nella rilevazione dei quotidiani digitali, con le conseguenti modificazioni per il suo utilizzo nelle campagne pubblicitarie, anche se il futuro più o meno segnato della stampa cartacea è comunque definito.

MAURO COVINO, Dipendente Formez , studioso e docente di Comunicazione presso le Università di Roma “La Sapienza”, Luiss. Lumsa e Bari 

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