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Parte l'assalto di Apple a Netflix una "app" per tutte le piattaforme

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09-11-2016

Lanciato per ora solo negli Usa un sistema ibrido tra Tv digitale e tradizionale che permette l'accesso a  1600 creatoridi contenuti, da HBO A Hulu, tutti legat con accordi alla casa della mela.

Un’app per conquistare il piccolo schermo. Dopo anni di rinvii e di indiscrezioni, progetti abortiti o mai realmente avviati, la strategia di Cupertino per l’invasione della Tv prende forma. Ma non è un ibrido televisore/ mac, un nuovo dispositivo dedicato allo streaming o un canale televisivo tradizionale, come pure, in passato, si era vociferato con insistenza: la nuova TV di Apple è solo un’app. Chiamata, appunto, TV. E pensata per rivoluzionare la fruizione della televisione nell’era dello streaming e dei canali digitali. Mostrata per la prima volta nel KeyNote “Hello Again” di fine ottobre, dal cui palco Apple ha anche svelato i suoi nuovi notebook di fascia alta Macbook-Pro, la app TV sarà disponibile per AppleTV, iPad e iPhone già entro la fine dell’anno, almeno per quanto riguarda il mercato nordamericano.

«Questa app – spiega Tim Cook – cambierà completamente il modo in cui vedrete la televisione, sulla vostra Apple TV così come su iPad e iPhone ». Effettivamente porterà una notevole novità almeno in fatto di semplicità di gestione, visto che è progettata per unificare l’esperienza televisiva degli utenti, colmando il gap tra televisione digitale, canali a pagamento e nuovi servizi di streaming, e permettendo ai telespettatori di passare da uno all’altro senza apparente soluzione di continuità. Un sistema ibrido tra televisione tradizionale/ digitale arricchito dall’assistenza diSiri, l’intelligenza artificiale di Apple, nata su iPhone ma ormai disponibile su ogni dispositivo della casa, cui si potranno dare comandi e far compiere piccole ricerche. Ad esempio, per sapere quale match di calcio poter vedere.

TV, infatti, ha a disposizione un catalogo vastissimo su cui compiere la ricerca. Anche perché in grado di ricevere le dirette televisive live della tv tradizionale, sia in chiaro che pay, e di integrarle all’interno della propria piattaforma, come fossero contenti aggiunti nella propria libreria. Oltre a questo, però, c’è il lato digitale: TV è ovviamente collegata non solo al contenuto ‘Apple’ acquistato dagli utenti – podcast, collezione di show o musica su iTunes, lo streaming di “Musica” – ma può accedere anche ai servizi e ai canali ad abbonamento delle terze parti, purché regolarmente acquistati dai telespettatori. Che non sono pochi, vista l’alleanza messa in piedi da Apple per il lancio: saranno compatibili con TV, infatti, anche i contenuti di You Tube, Hulu, HBO Go, FX e Starz e di altri 1.600 creatori di contenuti già attivi sulle piattaforme Apple. Ed è proprio sui contenuti che punta l’app TV di Apple, strada obbligata per affrontare che, su questo fronte, sono sempre più agguerriti, come Netflix e la stessa Amazon.

I cui canali, non a caso, non sono compatibili con la nuova app TV. Per ora, Apple farà affidamento su un’alleanza sempre più vasta di partner – si parla di trattative anche con altri grandi canali “pay” americani, per i quali una partecipazione in App Tv è, tutto sommato, equivalente all’ingresso in una piattaforma televisiva a là Sky – ma potrebbe preparare anche qualche sorpresa originale. È da tempo, infatti, che circolano indiscrezioni su un possibilmente coinvolgimento in prima persona di Apple nella produzione di contenuti.

La transazione verso un maggiore impegno come media company sembra già essere iniziato, anche al di là del tradizionale campo musicale. Si può dire, anzi, che l’atteggiamento di Apple verso la tv sia mutato profondamente negli ultimi anni, qualificandosi probabilmente ad essere la differenza principale tra la visione di Steve Jobs e del suo successore Tim Cook. Mentre il primo, infatti, commentò il lancio della prima Apple Tv, un media extender da collegare al televisore per portare sul grande schermo di casa Youtube o poco più, definendolo un semplice ‘hobby’ per Apple, Cook ha mostrato molto più interesse. Sotto la sua guida la Apple Tv è diventato un prodotto più complesso, dotato di app e Siri e dotato di uno suo sistema operativo specifico, il TvOs.

Non solo: Cook ha più volte lasciato intendere che Apple potrebbe iniziare una carriera nel mondo della creatività tv. L’inizio del KeyNote di presentazione di fine ottobre, ad esempio, è stato piuttosto esplicito: Tim Cook è arrivato a bordo dell’auto di James Corden, star del The Late Late Show e autore di Carpool Back Karaoke, reality piuttosto popolare negli Usa che prevede un viaggio in macchina – con annessa cantata – con un vip. Format che Apple – ha fatto sapere – ha già acquistato e di cui ne produrrà 16 episodi. Si è inoltre parlato insistentemente di Vital Signs, una serie drammatica tradizionale, con protagonista Dr.Dre, rapper ed imprenditore noto per le cuffie Beat, acquistate da Apple, alla cui storia personale sembra si ispirerà almeno in parte la serie. Cupertino, oltre a finanziarne la produzione, dovrebbe distribuire anche direttamente lo show. In arrivo c’è anche un altro prodotto Tv a firma Apple: The Planet of The Apps, il cui nome richiama scherzosamente il Pianeta delle Scimmie.

Ma è una somiglianza solo fonetica: sarà infatti un reality show. Che, invece di ficcare il naso nelle vite di sconosciuti, aspiranti cantanti o ballerini o vip semi-dimenticati, avrà una declinazione molto nerd: seguire gli sforzi e le speranze di un gruppo di aspiranti startup (di App, appunto). A seguirli – e a farsi seguire dal pubblico televisivo – ci saranno mentori di eccezione, rigorosamente Vip: il rapper Will.I.Am – fondatore dei Black Eyed Peas – e gli attori e le attrici Gwineth Paltrow, Gary Vaynerchuck e persino Jessica Alba. Le riprese dello show inizieranno con l’arrivo del 2017, ed il prodotto verrà rilasciato direttamente da Apple sulle sue piattaforme, app TV inclusa. L’attacco all’industria televisiva – e a Netflix – è iniziato. Nelle foto, due delle serie tv di maggior successo che saranno accessibli dalla app di Apple. A fianco The Young Pope di Paolo Sorrentino, in basso Westworld (con la schermata di accesso alla app)

Valerio Maccari

Fonte: http://bit.ly/2fS3qWR

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