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Amazon, dentro Prime anche internet: il negozio del mondo vuole venderci la connessione

Amazon Prime
24-10-2016

Il colosso dell’e-commerce starebbe pensando di offrire l’accesso alla rete in Europa. Un'occasione per fare di Prime qualcosa di più simile all’offerta statunitense. Web incluso.

Non solo consegne sempre più rapide, diversificate ed efficienti. Anche di prodotti freschi. Amazon, il negozio del mondo, avrebbe nei piani una mossa definitiva: quella di vendere direttamente l’accesso a internet. Di diventare insomma, come si dice in gergo, service provider sdoppiando dunque la sua natura: non solo colosso dell’e-commerce ma anche fornitore di banda ultralarga. Quei piani riguarderebbero, stando almeno alle indiscrezioni di The Information, proprio l’Europa.

La mossa sembrerebbe complessa ma consentirebbe al pachiderma guidato da Jeff Bezos di mettere a punto un pacchetto completo della sua ricca offerta di contenuti, sposandola all’abbonamento Prime e diventando così un operatore convergente in grado di coprire ogni ambito, da quello infrastrutturale a quello dell’intrattenimento fino, ovviamente, all’aspetto offline. Un ''quadruple player''. I servizi sul piatto sono molti e i mercati europei, in fondo, non li conoscono ancora visto che nella stragrande maggioranza dei Paesi l'abbonamento Prime costa 19,99 euro all’anno e prevede una serie di servizi fra cui le spedizioni illimitate senza costi aggiuntivi in un giorno lavorativo per un milione di prodotti, le offerte in anteprima nelle campagne di sconto, Prime Foto per archiviare gli scatti sul Cloud Drive di Amazon e Twitch Prime, servizio per una nicchia di appassionati di videogame.

Manca insomma tutta la parte di intrattenimento pop che ha invece reso il Prime statunitense qualcosa di infinitamente più succulento e che potrebbe sbarcare nel vecchio continente proprio in coppia con la connettività. Negli Usa Prime costa infatti 99 dollari ma oltre a quanto valido anche altrove (la parte per così dire logistica) include Prime Video, la piattaforma di film e serie tv – molte delle quali originali come la popolare Transparent, Bosch, Mozart in the Jungle e presto qualcosa di Woody Allen – Prime Music, la piattaforma con oltre due milioni di brani integrata con l’assistente virtuale Alexa, Prime Reading con l’accesso illimitato a oltre un migliaio di libri, magazine, fumetti e giornali da ogni dispositivo e infine uno degli ultimi arrivati, i podcast e gli audilibri di Audible. Senza contare Prime Now o altri servizi meno noti come Pantry. Tutta un'altra storia.

L’impianto regolatorio europeo sembra d’altronde più propizio, almeno in diversi Paesi fra cui Germania e Gran Bretagna, allo sbarco di un altro operatore che non voglia costruire la propria infrastruttura. Al contrario, negli Stati Uniti la scena è più complessa, molti internet provider restringono l’accesso al proprio network e la Federal Communications Commission non li obbliga a concederlo. Tanto che Google ha provato a costruirsene una propria e superveloce, da 1 Gigabit al secondo, attiva al momento in otto città, da Charlotte a Salt Like City. Tutt’altro che un’operazione su vasta scala. Amazon potrebbe dunque agevolmente ''pagare il pedaggio'' agli operatori continentali e rivendere poi il proprio super Prime agli utenti europei.

Fra l’altro, il gigante dell’e-commerce ha appena lanciato proprio negli Stati Uniti e nel Regno Unito (in Germania e Austria arriverà entro l’anno) un altro servizio, Music Unlimited, con cui intende fare concorrenza a Spotify e compagnia. I clienti Prime dovranno pagare qualcosa di più (80 euro l’anno, quasi il doppio dell’abbonamento, non proprio un affare) mentre chi non è abbonato ne dovrà sborsare 100. Ma la questione cambia di poco: nel portafoglio ci sono servizi uno più interessante dell’altro.rta composita di Amazon, che oggi include già oltre all’e-commerce, contenuti e cloud computing. Una strategia per espandere il proprio mercato, diventando ancora più pervasiva: la vendita di un servizio di connettività può essere il modo per trovare un ulteriore punto di contatto con clienti attuali e potenziali''.

Amazon non commenta le indiscrezioni, neanche dagli uffici italiani. ''Bisognerebbe capire se l’intenzione sia di vendere servizi di connettività su un’infrastruttura di altri o se intenda realizzarne una propria, due ipotesi dalla portata ben diversa – spiega Riccardo Mangiaracina, direttore dell’Osservatorio eCommerce B2c del Politecnico di Milano e Ntcomm – ma se l'indiscrezione venisse confermata questa novità costituirebbe un ulteriore sviluppo dell’offerta composita di Amazon, che oggi include già oltre all’e-commerce, contenuti e cloud computing. Una strategia per espandere il proprio mercato, diventando ancora più pervasiva: la vendita di un servizio di connettività può essere il modo per trovare un ulteriore punto di contatto con clienti attuali e potenziali''.

Simone Cosimi 

Fonte: http://bit.ly/2ezImzv

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