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Le 5 competenze digitali che servono per trovare lavoro

Competenze Digitali
21-10-2016

Secondo Google in Italia ci sono 100mila posti vacanti per mancanza di “digital skills”. Ma cosa bisogna davvero avere per essere assunti? Ecco il parere dell’esperto.

Per trovare lavoro basterebbe davvero poco: saper usare bene il computer, avere un po’ di dimestichezza con le nuove tecnologie, essere in grado di sfruttarne le potenzialità senza mettere a rischio la sicurezza. Insomma: sarebbe sufficiente avere competenze digitali, richieste più dell’esperienza ma ancora difficili da individuare. L’Agenzia per l’Italia digitale si impegna da tempo - vedi il progetto Spid - per migliorare la nostra alfabetizzazione informatica. Il Miur ha da poco varato accordi con Ericsson e con Cisco per diffondere la cultura digitale a scuola. Tuttavia, secondo Google, in Italia ci sono almeno 100mila posti vacanti per mancanza di “professionisti digital”.

Ma quali sono i nuovi requisiti necessari per essere assunti? Lo abbiamo chiesto a Patrizia Manganaro, la responsabile risorse umane di Everis, società di consulenza multinazionale in campo digitale presente anche in Italia.

1.Avere conoscenze digitali generiche
«Non basta conoscere ogni cosa del proprio ambito di studi trascurando tutto il resto. Indipendentemente dalla professione, bisogna sapere quali strumenti la tecnologia “di base” mette a disposizione e che è necessario saper usare per essere competitivi. Un avvocato deve sapere che esistono banche dati di libera consultazione, un medico che oggi si può tenere sotto controllo un paziente attraverso una app di telemedicina, un albergatore che esistono siti come Tripadvisor».

2. Avere intelligenza digitale
«Sta nello saper sfruttare le potenzialità della tecnologia non soltanto per lavorare in maniera più agevole o veloce ma per fare un lavoro migliore. Un esempio sono i nuovi mezzi di comunicazione. Skype, Facebook e Twitter sono fondamentali anche in ufficio, per mettersi in contatto con chi vive dall’altra parte del mondo, confrontarsi sui problemi, trovare contenuti originali. Utilizzarli con intelligenza è quasi come fare un’esperienza all’estero restando in Italia».

3. Essere consapevoli e saper gestire i rischi digitali
«La corsa al progresso a tutti i costi è inutile. La tecnologia non è quasi mai il fine ultimo del nostro lavoro, deve essere uno strumento utile e positivo, non rischioso. Per chi sta lavorando per mettere a punto una app per una banca, il primo pensiero deve essere la sicurezza del denaro. Ogni servizio che la piattaforma può offrire deve essere subordinato a questo. Non bisogna mai perdere di vista i reali obiettivi da raggiungere così come è importante saper gestire i problemi che possono nascere in Rete: privacy, commenti negativi, oscenità, violenza».

4. Avere intelligenza emotiva digitale
«Interagire con gli altri, clienti e colleghi, nel modo giusto, può essere difficile vis-à-vis e lo è ancora di più quando si lavora da remoto. Per creare un clima positivo attorno a sè in azienda, è importante soppesare bene la parola scritta comunicando in maniera professionale ma empatica. Avere l’attitudine a lavorare in gruppo, avere buona capacità di ascolto e arrivare a soluzioni condivise sono qualità che chi assume guarda sempre con attenzione».

5. Avere una identità e una buona reputazione digitale
«È il primo passo. Come si fa a essere “trovati” altrimenti? Il nostro processo di recruiting - conclude Manganaro - parte dall’analisi dei curriculum su LinkedIn e Monster. Dopodiché contattiamo i candidati dai profili più interessanti per un colloqui di gruppo e individuali. Per molti oggi conta anche la reputazione online. Ci sono datori di lavoro che controllano le pagine Facebook e Twitter delle persone da esaminare. È sempre bene stare attenti a ciò che si pubblica. La propria vita in Rete può avere un impatto anche sul lavoro».

Lorenza Castagneri  

Fonte: http://bit.ly/2elEvc0

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