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CyberAcademy, a Modena l'università per hacker 'buoni'

Modena Università
09-10-2016

Apre il 24 ottobre a Ingegneria il corso dell'ateneo modenese che formerà esperti di cybersicurezza di tutte le età. Con un bootcamp intensivo di sei mesi, una full immersion per la sicurezza digitale.

 

SARA' po' CyberAcademy, e un po' X-factor. Si presenta così il primo corso di perfezionamento sulla sicurezza informatica sviluppato presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Università di Modena: apre il 24 ottobre e ha il dichiarato obiettivo di formare hacker buoni, cioè esperti di cybersecurity e protezione di sistemi. ''E' il primo caso in Italia e tra i primissimi in Europa'', sostiene il professor Michele Colajanni, l'uomo che tale progetto ha ideato e sostenuto.

Progetto ''Diamante'', questo il nome, perché ''è tempo di investire sui giovani promettenti, sui nostri diamanti grezzi: a noi il compito di trovarli e levigarli, per farli brillare e inviare nel mondo''. Fuor di retorica, in realtà il corso nasce per andare incontro all'urgenza che hanno aziende, strutture governative, soggetti politici e impianti strategici di protezione da attacchi informatici sempre più frequenti e sofisticati. Giusto ieri gli Stati Uniti hanno accusato ufficialmente il Cremlino di voler condizionare il voto delle prossime elezioni presidenziali con la massiccia campagna intrusiva lanciata mesi fa da Fancy Bear, un gruppo di hacker (cattivi in questo caso) sospettati di essere alle dipendenze dei servizi segreti russi.

I posti disponibili alla CyberAcademy però sono solo 20, e per entrare non bastano curriculum, buone intenzioni e i 1.500 euro da versare per l'iscrizione: bisogna essere hacker dentro. La definizione di diamante grezzo elaborata da Colajanni, infatti, suona così: ''Persona che sa programmare, che sa l'inglese, conosce le reti, è curiosa, che vuole migliorare e migliorarsi, che vuole sperimentare''.

Tutto ciò si concretizza in una selezione tipo X-Factor per l'accesso al corso: una commissione interna ha il compito di valutare il miglior software che il candidato è riuscito a progettare e realizzare nella sua vita. Ne sarà valutata creatività e impatto innovativo. ''Non poniamo limiti, i nostri studenti possono avere 16 o 45 anni, la CyberAcademy è aperta a tutti: l'idea è realizzare una moderna bottega rinascimentale, specializzata in sicurezza informatica e valorizzazione di grandi quantità di dati, cioè la security analytics'', spiega il direttore Colajanni.

I prescelti passeranno i successivi sei mesi in un bootcamp intensivo: la mattina lezioni con docenti da tutta Europa, pomeriggi fino a tardi dedicati al laboratorio per provare e progettare software e strumenti, la sera saranno ospitati in un ostello dalla Fondazione San Filippo Neri di Modena dove ci sono anche le aule per la didattica. Vivranno praticamente insieme h24. Il bootcamp è diviso in due parti di durata trimestrale: si accede alla seconda fase solo se si supera una prova di verifica delle competenze acquisite. Costo del corso, appunto,1.500 euro, ma per alcuni sarà gratuito perché le aziende patrocinanti mettono a disposizione alcune borse di studio.

Alla fine dei sei mesi, gli studenti – nelle intenzioni degli ideatori della CyberAcademy - dovrebbero aver acquisito l'arte e la tecnica di proteggere l'informazione

 

digitale. Sarà consegnato loro un diploma di partecipazione. ''Se superi tutte le prove, le garanzie di trovare lavoro sono altissime'', promette Colajanni. ''L'hacker buono oggi è richiestissimo''. Sempre che i buoni, però, restino buoni.

 

Fabio Tonacci

 

Fonte: http://bit.ly/2dAJ2cp

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