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Cyber crime in aumento (Yahoo sotto attacco)

Luca
29-09-2016

E' recente la notizia di un attacco informatico al colosso del web Yahoo reso noto dai vertici della società stessa che hanno dovuto ammettere che ben 500.000.000 indirizzi e relativi dati (nomi utente, password, rubrica, mail..) sono stati prelevati ed ora in mano a persone che potrebbero sfruttarli in maniera fraudolenta, ancora una volta si vedono evidenziate in maniera eclatante le falle e la vulnerabilità dei sistemi di sicurezza, anche se di massimo livello, di fronte ad un fenomeno di hackeraggio sempre più mirato, aggressivo e tecnicamente preparato.

 

Quanto più i sistemi di sicurezza si evolvono tanto più gli hackers trovano soluzioni per by-passarli. Qualsiasi società che opera nel web e tratta dati sensibili ha quindi questo rischio a cui far fronte, rischio che può essere combattuto con un costante monitoraggio ed alzamento del livello di sicurezza dei sistemi ma anche tutelato con polizze assicurative mirate che nel recente 2015 ed inizio 2016 hanno visto una richiesta in crescendo. 

 

Sul mercato assicurativo vi sono diverse soluzioni che alcune Compagnie internazionali hanno deciso di promuovere e che possono almeno tutelare l'azienda da risarcimenti derivanti dall'utilizzo illegale dei dati rubati e quindi dai risarcimenti di terzi che possono essere avanzati. 

 

La soluzione è quella di garantire l'attività della società operante nel web, o comunque per coloro che utilizzano data base "importanti",  anche nella tutela del patrimonio economico aziendale nel caso di attacchi destinati a provocare danni economico-finanziari che non possono essere evitati solamente con un solido sistema di sicurezza, o per lo meno non evitati del tutto. 

 

In Europa, ad esempio, si valuta che circa il 55% degli operatori "digitali" in ambito UE ha ricevuto almeno un attacco web nel recente 2015.   E' un mercato, quello assicurativo del settore, che in Italia sta iniziando a muoversi ma che sicuramente vedrà un'esplosione di richieste nel prossimo futuro rispecchiando un trend già in essere negli Stati Uniti e nei principali paesi occidentali, poiché risulta che solo una minima parte di operatori (rispetto a media UE e USA) si sia già attivata per accendere una polizza cyber risks a copertura della propria attività istituzionale e del proprio patrimonio.

 

Luca Angelucci


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