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Tutto pronto per Facebook at Work, arriva il social per l'ufficio

Facebook
29-09-2016

A ottobre il lancio del più popolare social network del mondo in versione aziendale: non sarà troppo diversa da quella che usiamo ogni giorno. Si apre la sfida con Slack, Yammer, Convo, Salesforce Chatter e altre piattaforme per farci lavorare meglio.

 

Ci siamo. La tanto chiacchierata versione di Facebook per gli uffici e in generale per il mondo lavorativo sta per arrivare. Secondo le anticipazioni di The Information, confermate da una fonte vicinissima a Menlo Park, è questione di settimane. Forse meno. A ottobre salperà infatti ufficialmente Facebook at Work, piattaforma pensata per la collaborazione aziendale sulla scia del successo di Slack e Yammer. Anche se in realtà dovrebbe avere caratteri in fondo molto simili al social network che tutti conosciamo. Solo che al posto degli amici del liceo, dei parenti e di chi amiamo seguire anche se non conosciamo di persona ci saranno il capo e i colleghi.

 

Un progetto lungo e particolarmente complesso, sul quale dalla California stanno lavorando almeno da un paio d'anni. In realtà Facebook at Work già esiste, è in versione beta ed è stato sperimentato negli ultimi mesi in 400 grandi realtà aziendali internazionali come la Royal Bank of Scotland e i suoi 100mila dipendenti, la catena Century 21 con i suoi 4mila addetti o Heineken. Proprio per metterne a punto ogni ingrediente. Ma quello fondamentale, come fanno notare molti osservatori, sarà esattamente la popolarità da cui muove: gli utenti non avranno bisogno di nuovi profili o nuovi login. Entreranno con gli estremi di cui (quasi sicuramente) già dispongono per il Facebook tradizionale e si ritroveranno in un ambiente digitale estremamente simile a quello in cui quotidianamente pubblicano gattini, inviti a Candy Crush e anatemi politici. Ma potranno, se questo è richiesto da faccende di sicurezza, aprire profili nuovi di zecca Il lavoro è ''social'': l'evoluzione delle piattaforme

 

Il momento sembra propizio. Microsoft ha appena annunciato che procederà a una sorta di integrazione della sua piattaforma per le imprese, Yammer, con quella per la produttività Office 365. Sarà per esempio possibile lavorare su Word, Excel o PowerPoint utilizzando Office Online all'interno di Yammer così come saltare dal social agli appunti di OneNote. Il trasloco partirà dal primo gennaio. Ed è probabile che anche Facebook at Work, col tempo, punterà a integrare altri servizi per scrivere, fare conti e calcoli, grafici, video, presentazioni, gruppi di lavoro dedicati.

 

Come ha fatto per esempio Slack, un'altra amatissima chat lavorativa che dallo scorso maggio accoglie sotto il suo cappello Quip, la piattaforma per lavorare a documenti condivisi fondata da Bret Taylor, ideatore di FriendFeed poi mangiato proprio da Facebook. Si dovrebbe partire con Asana, un servizio per il tracciamento dei compiti assegnati e della produttività.

 

Insomma, lo spazio dell'intrattenimento personale e degli affetti va separato da quello del lavoro. I social network sono armi a doppio taglio: possono distogliere dall'impegno quotidiano - c'è perfino qualcuno che ci ha perso il posto - così come favorire la collaborazione. I colossi l'hanno capito e chissà che in futuro, sempre che possa essere davvero il gigante statunitense del cloud computing Salesforce ad aggiudicarsi l'asta per Twitter, anche il social del passerotto non possa sfoggiare una qualche versione speciale per la produttività. Intanto su Facebook at Work non mancheranno la storica bacheca, i gruppi, gli eventi e una versione di Messenger per gli utenti aziendali, chiamate, videochiamate e dirette streaming incluse come nella versione standard.

 

Capitolo prezzi. Come in Slack, dipenderà dagli utenti attivi di un'azienda, per i quali l'impresa paga 6,67 dollari al mese ciascuno. È d'altronde la strada scelta da altri servizi simili come Convo (dove l'abbonamento Pro costa 9 dollari per utente al mese ma c'è una versione leggera e gratuita), Salesforce Chatter (15 dollari) o appunto Yammer (dai 3 ai 24). Probabile anche, come annunciava l'anno scorso Julien Codorniou, all'epoca responsabile delle partnership globali di Facebook e ora a capo del progetto, che alla fine il modello sia quello freemium, con alcune funzionalità liberamente accessibili ma limitate per le realtà più piccole e tutte le altre disponibili dietro abbonamento.

 

Simone Cosimi 


Fonte: http://bit.ly/2dFJRPD

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