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Sap, la trasformazione digitale deve toccare la sanità

28-09-2016
sap

La tecnologia nella sanità deve avere il paziente al centro. Lo sostiene Martin Kopp, oggi General Manager Healthcare Providers Sap, portando avanti i progetti di digital transformation anche nel mondo Heathcare, dove i dati raccolti rappresentano il 30% di tutti i dati mondiali.

 

Carla Masperi, Chief Operating Officer di Sap Italia, non è alle prime armi con il settore sanità. Sarà che per sette anni è stata Direttore Sistemi Informativi dell’ospedale San Raffaele di Milano, sarà che i progetti che vedono Sap impegnata nel mondo della Sanità hanno origini lontane (Martin Kopp, oggi General Manager Healthcare Providers Sap, è da 22 anni nella stessa divisione).

 

Ma oggi più che mai gli ambiti di sbocco per la tecnologia nella sanità sono evidenti e le organizzazioni sanitarie si trovano da un lato a gestire le aspettative crescenti degli utenti, dall’altra a intravedere scenari più moderni, funzionali, trasparenti che possono analizzare le informazioni del paziente in tempo reale e portare a una medicina personalizzata. “La tecnologia deve avere il paziente al centro, definendo un modo efficiente ed efficace la gestione di ogni singolo caso” precisa Masperi, non esentando quindi la sanità dal quel processo di digital transformation che sta interessando tutte le Industry, soprattutto se si considera che in Italia la spesa ICT della sanità è pari a 22 euro per abitante, contro 36 euro in Germania, 40 in Francia, 60 in UK e 70 in Danimarca.

 

“Serve una piattaforma in grado di gestire informazioni in tempo reale e in modo univoco e completo, con intelligenza e sicurezza. La creazione di un ecosistema globale connesso può aumentare il livello di innovazione dei servizi sanitari e abbreviare i tempi per fornire soluzioni avanzate al mercato”  commenta Martin Kopp, sottolineando che dietro alla soluzioni Sap c’è una rete di sviluppatori, enti di ricerca e organizzazioni sanitarie che condividono l’obiettivo ultimo di migliorare il livello delle cure e dell’assistenza ai pazienti. 

 

“La Sanità è a un momento di svolta, una sorta di momento Gutenberg per la medicina moderna, come lo era stato Gutenberg per l’invenzione della stampa – continua Kopp -. Oggi ci sono tre fenomeni che concorrono a smuovere questo mondo: la tecnologia è cambiata moltissimo, il set di informazioni che si possono raccogliere su un paziente è enorme anche grazie agli strumenti di IOT e di smart data, il paziente è più interessato alla sua salute e al suo benessere rispetto al passato”.

 

L’indirizzo a tendere è quello di una medicina personalizzata dove “le nuove tecnologie digitali siano un acceleratore di benessere e di efficienza – precisa Masperi -. L’Unione Europea ha stimato che il monitoraggio a casa dei malati di cuore potrebbe migliorare i tassi di sopravvivenza del 15% e ridurre il numero dei ricoveri in ospedale del 26%, portando a un risparmio del 10% dei costi sanitari”. Ciò sarebbe possibile in uno scenario in cui piattaforme integrate possano offrire risposte tempestive, semplificando l’elaborazione e l’interpretazione dei dati in tempo reale (solo la sanità genera il 30% dei dati mondiali).

 

Un ambito che desta molto interesse da parte della ricerca è legato allo studio del genoma umano, grazie alle moderne tecnologie di sequenziamento del DNA, per migliorare diagnosi, cure e prognosi anche di malattie rare. “Ci sono oltre 10.000 malattie a base genetica – spiega Massimo Delledonne, Prof. Ordinario di Genetica e Direttore Scientifico di Personal Genomics, spin off dell’Università degli Studi di Verona -.

 

Abbiamo bisogno di migliorare la nostra capacità di comprendere quanto leggiamo nel DNA dei pazienti e, per farlo, sono necessari strumenti che agevolino la fruizione dell’ampia mole di dati e cartelle cliniche che oggi ancora non utilizziamo a sufficienza, così da mettere in correlazione dati genetici e dati clinici. I costi del sequenziamento del genoma umano si sono ridotti, ma solo i dati e una medicina personalizzata e di precisione ci permetteranno di migliorare la clinica”.

 

Il primo step per la sanità sarà fare un lavoro di digitalizzazione e allargare la collaborazione tra ospedali, tenendo presente che il paziente va pensato non solo in ospedale ma allargando l’interesse anche a tematiche legate al benessere della persona.  “Sono tre i filoni che legano Sap alla Sanità – precisa Masperi -: la ricerca di una medicina personalizzata che non procede solo seguendo i protocolli, la telemedicina che attraverso strumento di IoT permette di trasmettere moli di dati per curare il paziente anche da remoto, l’accelerazione che si può dare al mondo della ricerca per arrivare in tempi più rapidi ai risultati. Un campo affascinante dove benessere e efficienza possono andare di pari passo. Le  recenti partnership strette  con CancerLinQ, Castlight Health and Dharma Platform (che hanno alla base Sap Connected Health platform) sono di buon auspicio per la ricerca. 

 

Emanuela Teruzzi

 

Fontehttp://bit.ly/2cVTw0v

 

 

 

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