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Libro unico del lavoro: dal 2017 diventa telematico

25-09-2016
Libro unico del lavoro

Novità per i datori di lavoro: dal 2017 il Libro unico del lavoro diventa telematico. Registrazioni e aggiornamenti saranno digitali e conservati presso il Ministero del lavoro.

 

Libro unico del lavoro: novità dal 1 gennaio  

 

Il Libro unico del lavoro (LUL) dal 2017 diventa telematico. Il libro che dal 2009 ha sostituito i preesistenti libro paga, libro matricola e gli altri libri tenuti dalle imprese, fa un’ulteriore evoluzione e a partire dal 1 gennaio 2017 sarà tenuto esclusivamente in modalità telematica e presso il Ministero del lavoro.

La novità è stata introdotta dal decreto semplificazioni del Jobs Act. Sono tenuti alla compilazione del Libro unico del lavoro tutte le imprese e i datori di lavoro che hanno dipendenti, collaboratori o associati. La registrazione riguarda solo queste figure, pertanto sono esclusi eventuali tirocinanti, stagisti o lavoratori in somministrazione.

Nella registrazione, oltre ai dati anagrafici del dipendente o del collaboratore, vanno indicate le informazioni precedentemente indicate nel libro matricola e nel libro paga. Tra le altre:

• la qualifica e il livello di inquadramento;

• la retribuzione di base;

• l’anzianità di servizio;

• il calendario delle presenze;

• le trattenute operate e le detrazioni godute;

 

• l’importo per gli assegni familiari dovuti al dipendente.  

 

Libro unico del lavoro: le sanzioni previste in caso di irregolarità

 

La novità coinvolge tutti i datori di lavoro che dovranno aggiornare e modificare le informazioni registrate nel Libro unico del lavoro esclusivamente in modalità digitale. Sono esclusi dalla tenuta del LUL:

• i datori di lavoro domestico;

• le imprese familiari per il lavoro del coniuge, dei figli, dei parenti e affini;

• le società cooperative di produzione e lavoro (a meno che non si abbiano situazioni di lavoro subordinato);

• le società e le ditte individuali, anche artigiane, che non hanno dipendenti;

• le pubbliche amministrazioni.

In presenza di irregolarità nelle informazioni inserite i datori di lavoro possono essere sanzionati. In particolare, sono previste sanzioni in caso di omessa o infedele dichiarazione. L’importo della sanzione varia a seconda del numero di dipendenti per i quali si sono riscontrate anomalie e per la durata dell’errore:

• è prevista una sanzione compresa tra 150€ e 1.500€ se il datore di lavoro non inserisce tutte le informazioni richieste entro il mese successivo a quello di riferimento;

• l’importo della sanzione sale a un minimo di 500€ fino a un massimo di 3.000€ se l’ispettorato nazionale del lavoro rileva irregolarità nelle informazioni inserite nel LUL per più di 5 dipendenti e per un periodo superiore a 6 mesi;

• la sanzione è compresa tra 1.000€ e 6.000€ nel caso in cui le irregolarità riguardino più di 10 dipendenti e proseguano per più di 12 mesi.

 

Bisogna però aspettare ancora per conoscere le modalità operative che regoleranno le registrazioni e la tenuta del libro unico del lavoro. Il ministero avrebbe dovuto emanare il decreto attuativo entro lo scorso 24 marzo ma non ha ancora provveduto. È certa comunque l’entrata in vigore dell’obbligo di tenuta del LUL in forma telematica a partire dal 1 gennaio 2017.

 

Laura Galanti 

 

Fontehttp://www.6sicuro.it/lavoro/libro-unico-del-lavoro-telematico?cid=nl_img22_content&utm_source=6sicuro&utm_medium=Newsletter&utm_campaign=content&utm_content=img22



 

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