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Soluzioni e consigli pratici per difendere gli scritti sul web

30-03-2017
FEDERICA De sTEFANI

“Le regole della rete” è l’ultimo libro di Federica De Stefani

Un manuale che nella nuova era digitale mescola nozioni di diritto con istruzioni per l’uso del web, questo di Federica De Stefani, avvocato e grande conoscitrice dei meandri di internet. Ma anche pagine di sopravvivenza e di autodisciplina in un universo dove ormai nulla è strettamente privato.

Sicuramente è alla portata di tutti il testo “Le regole della rete. Come tutelare i propri contenuti online” (Hoepli, pp. XII-260, euro 19,90), scritto in maniera comprensibile ed efficace e che affronta con competenza un tema delicato quale quello dell’ormai simbiotica relazione tra uomo e internet e si pone l’obiettivo di fare chiarezza in un ambito sempre più nebuloso, oggetto di enormi curiosità e di interessi economici da parte di determinati settori imprenditoriali.

Otto capitoli, ognuno dei quali mette a fuoco un argomento: dalle regole generali di internet ai blog, fino allo sdoganamento del citizen journalism e del difficile ruolo assunto dal giornalista multimediale che deve trasformare un enorme flusso di informazioni, agenzie, comunicati, in un prodotto scritto in modo chiaro e corretto, con notizie disposte in ordine gerarchico, al provvedimento europeo riguardante la “cookie law”, ai “Domain name”, ai social network quali Facebook e Twitter, alle fotografie online, agli hashtag e all’approfondimento sulla privacy e all’appendice con le keyword del diritto online e i 5 punti per navigare sicuri, per chi non vuole rischiare di ritrovarsi spiazzato non solo dai cambiamenti.

Destinato non solo a chi internet lo studia o a chi, tra i navigatori, è curioso di comprenderne i meccanismi proprio mentre questi si rinnovano e cambiano. Partendo dal presupposto che “ci sono miti difficili da sfatare”, si legge nell’introduzione al testo, “ci sono regole che si sanno, ma si dimenticano”. E precisando che “non si tratta di fare un corso di diritto, di studiare leggi e norme. Si tratta semplicemente di imparare a muoversi nel web nel rispetto delle regole che valgono (anche) online”.

Pagine molto utili a tutti, dai professionisti ai giovani, ai quali viene spiegato il diritto della rete con un linguaggio asciutto e senza enfasi, e che dimostrano quanto ancora ci sia da imparare per prepararsi e affrontare il pressapochismo imperante e, in tanti casi, cattiva fede e ottusità.

Federica De Stefani ci rammenta che sul web è possibile informarsi, interpretare, lavorare e finanche divertirsi. In modo semplice e ragionato. Offrendo al lettore gli strumenti necessari per comprendere argomenti come il copyright o il furto di identità in ambito online mettendo le norme dinanzi a tutto, analizzandole per far vivere la complessità di ciò che sta accadendo al mondo virtuale. Ecco quindi la nascita e l’eccezionale diffusione dei social, fonti di notizie anche per chi è chiamato ad aggiornare le regole.

Ora, annota Federica De Stefani, “internet e diritto possono sembrare una strana coppia, ma in realtà vanno a braccetto molto più frequentemente di quanto si possa pensare”.
Chiedendosi tra l’altro se esista o meno il diritto di cronaca sui social network “che non sorge automaticamente in capo ai blogger per il solo fatto di aver acquisito tale qualifica”, e dunque “se si ritiene di poter esercitare questo diritto perché si scrive e si cura un blog si è fuori strada e si rischia di commettere qualche violazione, quindi prima di postare qualsiasi cosa è necessario prestare molta attenzione”.

Insomma, alla base di tutto vi sono i valori di correttezza, onestà e lealtà. “Certo – spiega l’autrice – l’idea era quella di scrivere un libro non troppo tecnico per esporre come ci si deve comportare, ad esempio, nel caso di un domain name, ovvero il nome di un sito internet”. Ricordando “il caso di Luca Armani, titolare di un timbrificio nel Bergamasco, che si è scontrato con la Armani S.p.A., società che fa capo al famoso stilista di moda, per aver registrato il dominio www.armani.it, dominio che corrispondeva al cognome. La vicenda, dopo anni di battaglie legali, è finita con l’assegnazione del dominio armani.it allo stilista, con il pagamento di un corrispettivo a favore del titolare del timbrificio affinché cedesse il dominio.

Quindi, se io decido di aprire un blog utilizzando il nickname che utilizzavo su un social network e scopro che quel nome è già utilizzato cosa devo fare?”, si chiede Federica De Stefani, rispondendo che “il dominio è già stato utilizzato, per cui, salva l’ipotesi in cui il titolare decida di venderlo, non ci sono altre possibilità rispetto a quella di cambiare nome”.

“Ma il discorso – afferma De Stefani – è che certe diatribe andrebbero risolte fuori dalle aule di giustizia, in maniera bonaria. Così il principio che deve valere per tutti è che internet non è la terra di nessuno, ci sono delle regole da rispettare che spesso già conosciamo ma che spesso dimentichiamo. La cosa che mi piacerebbe è che ci fosse un po’ più di cultura, di conoscenza del web in quanto il più delle volte utilizziamo gli strumenti che la rete ci offre, tipo appunto i social network, senza aver letto le condizioni che ne regolano l’accesso.

E se non si conoscono le norme che disciplinano quel mondo come faccio a sapere se mi sto comportando correttamente o meno? Infatti se mi siedo a un tavolo a giocare a Monopoli, le regole me le possono spiegare gli altri. Ma se me le riferiscono in modo sbagliato al massimo posso perdere qualche insignificante soldo di carta. Se invece in rete mi fido di quello che mi dicono le altre persone succede che posso commettere un reato e risponderne personalmente dinanzi all’autorità giudiziaria”.

Perché tutto accade nell’epoca dei mezzi informatici cresciuti in fretta come computer, cellulari e tablet. Che hanno contribuito in maniera determinante a cambiare la vita di chi li utilizza. E la cambieranno ancora.

Fabio Ranucci, Ufficio Stampa Italian Digital Revolution 

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