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Save the Children: oltre il 50% dei bambini italiani tra i 6 e 10 anni usa il web

07-02-2018
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Save the Children ha promosso alla vigilia del Safer Internet Day, l’indagine “Che GENERE di tecnologie”, per valutare quanto contino le differenze di genere nei comportamenti digitali. Emerge come oltre il 50%. di bambini e bambine italiani tra i sei e i dieci anni usino abitualmente la rete.

Dall’indagine emerge che l’utilizzo del web è maggiore al Nord rispetto al Sud e che le ragazzine hanno maggiori abilità informatiche rispetto ai coetanei maschi, ma sono quelle che corrono maggiori rischi e sfruttano meno le loro competenze per iscriversi a facoltà scientifiche.

L’indagine è stata condotta utilizzando un approccio quantitativo e qualitativo: l’analisi quantitativa si basa su dati statistici a livello internazionale e nazionale – includendo dati elaborati per questa indagine in maniera inedita da ISTAT (2017) su accesso, frequenza e uso delle nuove tecnologie da parte delle ragazze e dati IPSOS (2017) sull’esposizione al rischio di ragazze e ragazzi nell’uso delle tecnologie digitali; l’indagine qualitativa ha coinvolto 27 ragazze e 13 ragazzi di età compresa tra i 12 e i 14 anni, attraverso nove focus group.

Uso del web da parte di bambini
Sotto la lente d’ingrandimentouna generazione di bambine e bambini cresciuta utilizzando la rete quasi quotidianamente e che considera il web un vero e proprio spazio di socializzazione. I dati confermano come l’accesso a Internet avviene in età sempre più giovane. Proprio nella fascia 6-10 anni, infatti, i bambini usano la connessione da casa nel 54% dei casi, le bambine nel 53%, percentuale che sale con il crescere dell’età, fino a raggiungere il culmine tra i 15 e i 17 anni, con rispettivamente il 93,5% delle ragazze e il 94,2% dei ragazzi connessi.

Digital divide tra Nord e Sud
Il 94,1% delle famiglie con almeno un minore di 18 anni, in Italia, dispone di una connessione da casa, ma sono presenti differenze tra le diverse aree del Paese che sottolineano l’esistenza di un digital divide, anche se non troppo pronunciato. Se infatti le famiglie con accesso a Internet nel Nord-Ovest sono il 96,4%, al Centro passano al 95,3% per scendere al 90% al Sud e al 93,5% delle Isole. Il divario si accentua soprattutto per le bambine e le ragazze, che accedono ad Internet in percentuale minore al Sud (75,5%) rispetto, ad esempio, al Nord Ovest (85,8%) con una differenza di 10,3 punti percentuali.

Le ragazze si informano di più e hanno maggiori competenze digitali
L’indagine fa emergere una maggiore propensione delle ragazze per quanto riguarda la consultazione e le informazioni online, infatti, il 62,3% “consulta un wiki per ottenere informazioni su un qualsiasi argomento, rispetto al 56,4% di ragazzi. Per quanto riguarda le competenze digitali, le ragazze superano, anche se di poco, quelle dei loro coetanei maschi. Considerando l’uso di Internet negli ultimi tre mesi, queste ultime hanno, infatti, competenze digitali base (40,5%) e alte (39,6%) in misura maggiore dei loro coetanei (37% e 36,3%).

Dall’ultimo Rapporto Education at a glance 2017, emerge che mentre le studentesse che scelgono le materie scientifiche sono il 60% dei laureati in Scienze naturali, Matematica, Statistica, le percentuali diminuiscono sensibilmente per la laurea in Ingegneria (31% delle lauree triennali e 27% nella laurea magistrale) e ulteriormente per la laurea in Ict (Information and communication technology), dove il 21% delle ragazze consegue la laurea triennale e solo il 14% la laurea di secondo livello. In base a quanto riportato, a parità di altre condizioni e a partire dalle buone competenze digitali delle ragazze in Italia, una delle cause del divario nei percorsi di studio e potenzialmente professionali in ambito tecnico-scientifico, può essere ricondotta al fatto che le scelte formative sono ancora influenzate da stereotipi di genere, che attengono alla dimensione simbolica dei talenti considerati innati in uomini e donne.

Ragazze più attive sui social, ma rischiano di più
Save the Children mette in evidenza come la quasi totalità delle ragazze possieda uno smartphone e sia attiva sui social network più dei maschi. Anche nella condivisione di foto o video personali sui profili, si registra una maggiore attività da parte delle giovani. Inoltre, la ricerca sostiene come a molte di loro sia capitato di leggere commenti violenti sui social o sulle chat che frequentano, ma anche di ricevere da individui conosciuti sul web, video o immagini particolarmente violente che le hanno messe a disagio. Significativo è il dato secondo cui inviare o ricevere messaggi con riferimenti sessuali è ritenuto dalle ragazze “un comportamento diffuso tra gli amici”, così come frequente è anche l’invio di “video/immagini/attivare la webcam seminudi, nudi per ricevere regali, come ad esempio ricariche telefoniche”. La bassa percezione del rischio online è sottolineata anche dal fatto che alcune di loro considerino sicuro condividere materiale intimo in una cerchia ristretta “perché lo fanno tutti”.

Violenze online, il timore dei ricatti
Molte ragazze confidano di essere a conoscenza per esperienza riportata da amiche, di offese, molestie, forme di controllo e ricatto attraverso smartphone, chat, per lo più compiute da amici, conoscenti, ex ragazzi. Questo avviene principalmente attraverso la distribuzione non autorizzata a terze persone di immagini o materiali intimi per screditare, intimidire o isolare la ragazza. Alla domanda su cosa farebbero o consiglierebbero di fare in caso di situazioni di violenza online, chiederebbero subito aiuto all’amica o una sorella o cugina più grande, mentre in un secondo momento, non in tutti i casi, parlerebbero con i propri genitori, anche se per alcune è inimmaginabile pensare di farlo, soprattutto se, per esempio, il problema è quello di venire ricattate per una foto o di vedere girare proprio foto intime online.

Smartphone sempre acceso
La media di utilizzo dello smartphone è molto alta, di solito rimane acceso anche di notte, l’ultimo accesso avviene prima di andare a dormire, per verificare le ultime notifiche. Le ragazze hanno tutte almeno un account Whatsapp e uno Instagram, dei quali i genitori non sono sempre a conoscenza “e non lo devono sapere”. Molte raccontano di essersi iscritte in modo autonomo e alcune falsificando l’età quando necessario (se si sono iscritte prima dei 13 anni). Non usano lo smartphone a scuola nelle ore di lezione, ma lo utilizzano nei momenti di ricreazione.

Vittorio Zenardi, Responsabile Sito e Social Media AIDR

Fonte: http://bit.ly/2s8JzJf


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