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Due anni per adeguarsi a normativa UE in materia di data protection

Luca
26-10-2016

L’approvazione definitiva della nuova GDPR – General Data Protection Regulation, ed dal 4 maggio 2016, con la pubblicazione dei testi ufficiali in G.U.U.E. il Regolamento Europeo diviene realtà a tutti gli effetti e per tutti gli Stati membri, sta ora alle imprese adeguarsi entro due anni.

 

Come anche condiviso dal Dott. Soro, Presidente del garante per la protezione dei dati personali, l’Europa, per quanto debba ancora ampiamente esprimere le sue potenzialità nello sviluppo di un vero mercato digitale, ha oggi la straordinaria opportunità di dimostrare la propria capacità di evolvere e di esportare, su scala mondiale, il proprio modello di protezione dei dati capace di coniugare al punto più alto i diritti delle persone con le esigenze delle imprese e del mercato.

 

Ora che è avvenuta la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’UE, decorrono i due anni per l’adeguamento prima che le disposizioni siano applicabili in tutti gli Stati Membri. Questo comporterà necessariamente una trasformazione nel modus operandi, o perlomeno nella mentalità degli addetti ai lavori rispetto alla governance delle informazioni aziendali.

 

La svolta legislativa non deve di fatto rappresentare solo una disposizione alla quale conformarsi, ma deve essere colta come un’opportunità, una occasione di ripensamento dei processi interni nell’ottica di una razionalizzazione dei flussi informativi dell’azienda: interni, rispetto ai dipendenti, ed esterni rispetto ai fornitori. Una presa di coscienza fondamentale, soprattutto a fronte degli aspetti sanzionatori previsti in caso di violazione delle disposizioni, fino a 20 milioni di euro o, per le imprese, fino al 4 per cento del fatturato mondiale totale annuo.

 

Senza tralasciare anche il fatto che, parlando di presa di coscienza delle aziende, di fronte ad eventuali azioni di pirateria informatica con successivo utilizzo illegale dei dati eventualmente rubati nel data base dell’azienda oggetto di attacco informatico si avrebbe un possibile scenario risarcitorio importante. Argomento sempre più attuale per privati ma anche per Pubbliche Amministrazioni

 

Ancora una volta, credo utile soffermarsi sull’aspetto assicurativo del tema, dove ad oggi pur in presenza di nuovi prodotti assicurativi presenti sul mercato mirati alle specifiche esigenze ed attuali necessità in ambito di  cyber crime e per coperture in ambito professionale destinate agli operatori del settore, le aziende italiane risultano ampiamente indietro rispetto al trend dei principali paesi occidentali dove ormai una moltitudine di aziende si sono dotate di coperture assicurative mirate in ottica di adeguamento ai rischi informatici e Cyber Security.

 

E’ quindi ipotizzabile ed auspicabile che, visti i prossimi due anni in cui si dovrà operare tutti per uniformarsi alla nuova normativa, vi sia anche un incremento dell’utilizzo di servizi e sistemi assicurativi moderni. L’assicurare l’azienda contro rischi informatici è una via per tutelare il patrimoni dell’azienda stessa, i propri dipendenti ed anche i clienti.  

 

Luca Angelucci

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