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Meno notizie sui social, è l'effetto fake news

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15-06-2018

Solo il 23% degli utenti si fida delle notizie su Facebook & Co.: lo dice il Digital News Report 2018 di Reuters. Aumenta l’uso di piattaforme alternative come WhatsApDigital News

Diminuisce l’uso dei social media per la fruizione delle notizie, complice la privacy, le fake news e il “linguaggio tossico”. Lo certifica la settima edizione del "Digital News Report 2018" redatta dal Reuters Institute for the Study of Journalism in collaborazione con l’Università di Oxford (Fonte:https://reutersinstitute.politics.ox.ac.uk/).

Solo il 23% degli utenti si fida delle notizie sui social, rispetto al 44% della fiducia nelle notizie in genere. Per la fruizione di news, aumenta l’uso di piattaforme alternative come WhatsApp, soprattutto tra i giovani. “La sfida per gli editori è ora assicurare che il giornalismo sia davvero rilevante e di qualità”, spiega Rasmus Kleis Nielsen, uno degli autori del rapporto condotto su 74mila persone di 37 Paesi, tra cui l’Italia, dal Reuters Institute for the Study of Journalism e dall’Università di Oxford, insieme a YouGov.
Secondo la ricerca, cala in molti Paesi il numero di persone che usano Facebook per le notizie. E’ diminuito di 9 punti percentuali negli Usa, rispetto al 2017, il calo è di 20 punti tra i più giovani. Allo stesso tempo, si assiste all’aumento della fruizione su piattaforme alternative come WhatsApp, Instagram e Snapchat. A contribuire al cambiamento, anche la mutazione dell’algoritmo di Facebook che da qualche mese privilegia i post di amici e parenti alle notizie.

Oltre la metà degli intervistati (54%) afferma di essere preoccupata che le notizie su Internet siano reali o “false”. Il dato è più alto in paesi come il Brasile (85%), Spagna (69%) e Stati Uniti (64%) in cui “situazioni politiche polarizzate si combinano ad un uso elevato dei social media”. La maggior parte degli intervistati ritiene che gli editori (75%) e le piattaforme (71%) abbiano le maggiori responsabilità di risolvere i problemi di notizie false e inaffidabili.

Il rapporto contiene anche informazioni economiche utili per il settore. Nei paesi del Nord Europa c’è stato un aumento significativo del pagamento delle notizie online con la punta della Norvegia che raggiunge il 30% (+4 su anno). E sta emergendo la strategia alternativa delle donazioni diventata significativa in Spagna, Usa e Regno Unito, quest’ultimo ha l’esempio del Guardian.
Per quanto riguarda il nostro Paese , da segnalare come Il Sole 24 Ore si posiziona sul podio al secondo posto tra i newsbrand italiani subito dietro l’agenzia di stampa Ansa e prima di SKY TG 24 che godono di maggior fiducia e primo tra i quotidiani. 
Sono infatti le televisioni ad occupare le posizioni successive della top five, mentre i quotidiani appaiono in classifica solo dal sesto gradino.

Fonti: www.corrierecomunicazioni.it; www.mediakey.tv

MAURO COVINO, Dipendente Formez , Studioso e Docente di Comunicazione presso le Università di Roma “La Sapienza”, Luiss “Guido Carli” , Lumsa e Bari. Socio Ferpi e Responsabile dell’Osservatorio sull’Andamento del Digitale Italiano dell’AIDR



 

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