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L'Eco della Stampa intervista il Presidente Mauro Nicastri

06-06-2018
Mauro Nicastri

Monitorando costantemente tutti i media, non abbiamo potuto fare a meno di notare il grande risalto ed interesse raccolto dal Premio dell’Associazione Italiana Digital Revolution per il “Rating di legalità nella Pubblica Amministrazione”.

Un’iniziativa realmente innovativa ed esclusiva, sia per la metodologia della valutazione che per il risultato ottenuto nel tempo.

Oggi abbiamo il piacere di intervistare il Presidente di AIDR Mauro Nicastri, dell’Agenzia per l’Italia Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

1. Buongiorno Dottor Nicastri, complimenti per il successo mediatico ricevuto dall’associazione che presiede. Partiamo con una domanda molto banale ma anche molto importante per capire l’importanza di questa realtà: chi è AIDR?

M.N.: AIDR – ITALIAN DIGITAL REVOLUTION (www.aidr.it) è un’Associazione senza fini di lucro. Nasce dalla volontà di liberi professionisti, docenti universitari, avvocati, medici, funzionari pubblici ai quali si sono aggiunti sin da subito imprenditori e rappresentanti di associazioni e fondazioni no profit, consapevoli delle opportunità del digitale e che hanno trovato in noi una collaborazione proficua. Sono realtà che attraverso l’AIDR si sono fatti carico, come sistema, delle complessità e problematicità concrete e tangibili effetto della “digital revolution” nel ridefinire la vita delle persone, promuovendo e sollecitando, nei riguardi dei differenti livelli di governo e in tutte le opportune sedi, ogni utile iniziativa volta a valorizzare la scarsa pubblicità delle novità introdotte, la poca aderenza alle esigenze effettive, il mancato sostegno politico, la bassa alfabetizzazione digitale e lo storico ritardo del Paese. Basti pensare che in soli due anni di attività, attraverso incontri pubblici, il sito internet e i social network, abbiamo raggiunto oltre 2 milioni e mezzo di visitatori con un trend in costante crescita.

2. Tantissime testate, cartacee ed online, hanno parlato del Premio “Rating di legalità nella Pubblica Amministrazione”. Lo stesso è avvenuto anche in televisione e sui social media. Come è nata questa idea e chi può partecipare al premio?

M.N.: Il nostro costante coinvolgimento, ascolto e dialogo della società civile sul territorio e sul web ha, di fatto, evidenziato come i cittadini sono sempre più consapevoli che attraverso l’utilizzo della tecnologia si possa prevenire e contrastare la corruzione, in particolar modo nella pubblica amministrazione. Per tali ragioni e con lo stesso spirito con cui il Presidente Mattarella, sin dal Suo insediamento, ha sempre sostenuto che: “… la corruzione può essere combattuta soltanto attraverso il convinto coinvolgimento etico e culturale di ciascuno nella società, diretto ad affermare, senza esitazioni o timidezze, il primato della legalità”, abbiamo pensato di istituire il Premio Nazionale Rating di legalità nella Pubblica Amministrazione, con l’obiettivo di stimolare le Pubbliche Amministrazioni centrali e locali a migliorare i propri processi amministrativi attraverso l’uso delle tecnologie per favorire la trasparenza, contrastare e combattere la corruzione e coinvolgere i cittadini nel monitoraggio civico dell’azione amministrativa. Abbiamo, quindi, realizzato, attraverso la Tecnoter partner AIDR, un software dedicato che verifica la presenza dei requisiti previsti dal Regolamento del Premio, interroga i siti web delle pubbliche amministrazioni centrali e locali ed assegna a ciascuna di esse un tasso percentuale di copertura. Tale attività si è conclusa con una verifica finale da parte di un Comitato Tecnico – Scientifico composto da esperti di chiara fama sui temi dell’anticorruzione e trasparenza. La presenza di autorità come il Generale della Guardia di Finanza e Comandante del Nucleo Speciale Anticorruzione Gaetano Scazzeri, del magistrato Stefano Aprile, Segretario Generale della Corte Suprema di Cassazione, del Consigliere del CSM Claudio Galoppi, del Consigliere della Corte dei Conti Marco Villani, del presidente di Ales Spa Mario DE Simoni e di alcuni politici tra cui Mirella Liuzzi, Guido Crosetto, Alessandra Mussolini, Maurizio Gasparri sono la dimostrazione che il tema che stiamo trattando è centrale per le sorti del Paese.

3. L’anno scorso ad Ottobre si è tenuto il convegno, alla Camera dei Deputati :“Sanità elettronica e processi digitali nel settore della salute”. Intendete quindi occuparsi anche di questa tematica? Non vi ponete limiti?

M.N.: I temi che abbiamo trattato non hanno riguardato solo la sanità digitale, che, devo ammetterlo, ha avuto un successo veramente straordinario. Sono stati due anni importanti. Siamo partiti analizzando lo stato della rivoluzione digitale in Italia, stimolando e veicolando riflessioni di esperti di diversi settori per provare a fare un ritratto dell’Italia digitale. Abbiamo discusso anche di scuole, giustizia, turismo, imprese, occupazione, e di PA digitale promuovendo i progetti portati avanti dall’Agenzia per l’Italia Digitale, quali ad esempio SPID, pagamenti elettronici e fatturazione elettronica, competenze digitali, come leva per diffondere il digitale alle radici della società italiana.

4. Come vede la situazione italiana nel campo dell’analisi dei dati ed innovazione tecnologica, quali sono gli scenari futuri?

M.N.: Manca un sistema digitale unico ed in relazione con la PA, cittadini e imprese grazie al quale si possono ottenere i benefici della trasformazione digitale: maggiore produttività del personale, risparmio di tempo, migliore controllo sulla spesa, più certezza e tracciabilità nei pagamenti. Uno degli ostacoli principali è la stessa organizzazione della PA. Infatti, spessissimo a frenare il cambiamento sono prassi, modelli organizzativi, competenze e sistemi informativi non ancora pronti. Ne deriva che per trasformazioni così profonde è necessario uno sforzo di sistema, in cui tutti i soggetti deputati al cambiamento collaborino. Ed è proprio questo il senso della strategia perseguita dall’AIDR, che si sta proponendo come punto di incontro tra le diverse parti della società civile che possono avere un ruolo nella partita.

5. Quale è il ruolo della comunicazione nell’era della sua riproduzione tecnica? Quali cambiamenti vede all’orizzonte?

M.N.: Le competenze digitali rappresentano la vera sfida per la modernizzazione del Paese. Lo dimostrano le ricerche di due tra le più importanti multinazionali agenzie per il lavoro, GiGroup e Randstad, operatori nei servizi per le risorse umane e nella formazione del personale, che hanno rilevato come in Italia oltre il 25% delle posizioni attualmente aperte resta vacante e, contestualmente, il numero di iscritti alle facoltà di Informatica e Ingegneria Informatica non sta aumentando proporzionalmente la domanda. È evidente che l’unica strada per colmare questo gap è quella di rendere idonei alle nuove professioni ICT giovani che hanno scelto altri studi ma che oggi fanno fatica a inserirsi nel mondo del lavoro e che sono oggi il principale bacino cui attingere per portare nella PA e nelle aziende le competenze necessarie alla trasformazione digitale in atto.

Riteniamo che il divario tra domanda e offerta di e-skills potrà essere superato solo attraverso una formazione orientata alle competenze digitali sia nella PA che nelle aziende. Finalmente il settore delle professionalità ICT è stato regolamentato dall’Agenzia per l’Italia Digitale con la pubblicazione delle “Linee Guida per la qualità delle competenze digitali”, recependo l’attività normativa tecnica nazionale e internazionale. Adesso ci sono tutte le condizioni per avviare piani formativi per fornire le competenze digitali in particolare ai più giovani che rappresentano la forza lavoro del futuro. Per questo abbiamo sottoscritto un accordo di collaborazione con l’Università degli Studi Unitelma Sapienza con l’obiettivo di avviare percorsi di formazione pensati sulle esigenze della PA e delle aziende italiane.

Complimenti quindi ad AIDR e al Dottor Nicastri per le innumerevoli iniziative combinate.

Sembra che continueremo a vederne sempre di più e questa è una buona notizia per tutti in quanto cittadini.
 

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