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Ibm rilancia al Sud con We|Lab: apre a Bari il polo della "Puglia 4.0"

14-07-2018
Industria 4.0

Il colosso americano annuncia l’apertura nella sede pugliese di un laboratorio per lo sviluppo di progetti 4.0 legati al territorio. Coinvolti il Politecnico e l’Università di Bari con stage curriculari e formazione per gli studenti. In campo anche le imprese locali

"Il We|Lab aiuterà i giovani nello sviluppo delle nuove competenze, avvicinandoli alle necessità delle imprese impegnate nei progetti di trasformazione digitale. Terremo vivo con il collante della tecnologia un circolo virtuoso di cooperazione tra le parti con cui sostenere la crescita di un’innovazione aperta e di un’economia della conoscenza". Enrico Cereda, amministratore delegato di Ibm Italia, spiega così l’apertura nella sede pugliese del colosso americano di un nuovo laboratorio per lo sviluppo di progetti digitali ad hoc per il territorio.

L’iniziativa è stata lanciata in collaborazione con il Politecnico e l’Università di Bari, oltre che con il sostegno di alcune aziende locali. Ibm punta a dare ulteriore slancio all’attività del centro di ricerca e sviluppo di Bari, operativo da oltre 20 anni, con l’obiettivo di mettere in piedi un polo di eccellenza a vocazione internazionale focalizzato sulle competenze negli ambiti dell’intelligenza artificiale e del cloud. La partnership strategica con i due atenei, spiega una nota, aprirà agli studenti dell’ultimo anno accademico la possibilità di svolgere stage curriculare e corsi di formazione sulla tecnologia di Ibm ottenendo crediti formativi.

L’approccio del progetto sarà fortemente pratico: attraverso modelli non convenzionali come il design thinking (il modello di gestione e risoluzione dei problemi che combina tecniche quantitative e pensiero intuitivo, ndr) e la co-creazione, i ragazzi si misureranno con le sfide portate da concreti casi aziendali e dalla prototipazione delle idee che ne nasceranno. Alcune collaborazioni con le imprese del territorio sono già state avviate: Natuzzi, Megamark, Farmalabor e Casillo Group. E nel circuito è entrata anche la facoltà di medicina dell’Università di Bari, naturalmente con un focus in ambito sanitario.

Il We|Lab di Ibm è in realtà attivo dallo scorso marzo. Tra i progetti partoriti rientra il disegno di una blockchain dedicata alla filiera dell’olio extravergine d’oliva (Evo), che vede coinvolti OlivYou, il più grande e-commerce italiano di olio Evo e alcuni produttori della regione. Una tecnologia che partirà dalla tracciatura del “cultivar” e del processo di molinatura, per estendersi poi a tutti altri passaggi critici della filiera e infine alla certificazione e alle funzionalità di richiamo di prodotto. L’ambizione è quella di innalzare la qualità di un’eccellenza enogastronomica italiana su tutti i mercati internazionali.

Ulteriore spinta è attesa dalle partnership che Ibm ha instaurato negli anni sul territorio pugliese. Proprio a Bari, in collaborazione con un grande player dell’energia, è nata la prima applicazione di gestione dei contatori elettronici in Italia. Ma l’impegno va oltre il settore energetico: i progetti su cui lavorano i 60 specialisti attivi nel laboratorio pugliese spaziano infatti dalle utility (soprattutto in tema di ciclo dei rifiuti, acqua e gas) al bancario passando per i trasporti.

di ANDREA FROLLA'

Fonte: https://bit.ly/2NfGrAD

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