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Turismo boom per la Campania

TURISMO DIGITALI
14-06-2017

I disoccupati rappresentano il 49,9% (la media Italia è al 37,8). Gli introiti derivanti dai siti culturali toccano quota 42 milioni. Povertà delle famiglie e tasse i punti di crisi.
 
In Campania— secondo i dati presentati da Banca d’Italia — il rapporto annuale segnala che nel 2016 l’attività economica è cresciuta grazie all’espansione della domanda interna, in particolare dei consumi, e di quella estera. Secondo stime preliminari di fonte Prometeia, il Pil è risultato inferiore di circa il 14 per cento rispetto a quello del 2007.

L’espansione dell’attività economica continua a interessare in modo non diffuso il sistema economico campano. Secondo l’Indagine sulle imprese industriali e dei servizi svolta, nel 2016 la dinamica del fatturato e degli investimenti delle imprese industriali si è attenuata, sebbene a fronte di previsioni di graduale rafforzamento dei livelli di attività nel 2017. Benefici, nel corso del 2017, verranno anche dagli incentivi previsti per l’adozione delle tecnologie 4.0, ancora relativamente poco diffuse.

Ci salva il turismo
Il turismo internazionale, nel 2016, è cresciuto del 12,1%. Sono stati oltre 17 milioni i visitatori in Campania, con una percentuale sul totale italiano del 5,1%. A trarre vantaggio da tale flusso, il traffico internazionale aeroportuale di passeggeri aumentato del 10%. Anche il numero di visitatori dei siti culturali è cresciuto: sono stati 8 milioni, +14,3% a fronte del +7,2% del 2015. Gli introiti lordi sono pari a 41,7 milioni di euro, in aumento per il settimo anno consecutivo.

Puntare sulle start up innovative
Un contributo all’innovazione potrà provenire in prospettiva anche dalle start-up innovative il cui numero si espande rapidamente in Campania come nel resto d’Italia. Il commercio internazionale è trainato dalle vendite all’estero del comparto agroalimentare, che costituiscono un terzo delle esportazioni regionali. Il valore aggiunto delle costruzioni e delle opere pubbliche ha ripreso a contrarsi nel 2016, dopo l’espansione del 2015. Nel 2016, l’occupazione in Campania ha fatto segnare un +3,8% rispetto all’anno precedente, con un tasso superiore al Mezzogiorno, che si attesta al +1,7%, e all’Italia 1,3%.

Le assunzioni dei lavoratori dipendenti sono state 16mila, un dato che indica il proseguimento del processo di stabilizzazione dei rapporti di lavoro. Il 60% di chi perde il lavoro trova nuova occupazione nel giro di 3 anni. Il tasso di disoccupazione è pari al 20,4%, quella giovanile, anche se in diminuzione rispetto al 2015, si attesta al 49,9%, superiore alla media nazionale del 37,8%. Sono cresciuti dello 0,9% e, di pari passo, con un 6,1% in più, sono cresciuti anche gli acquisti di beni durevoli. L’incidenza delle famiglie in condizioni di povertà assoluta si è ridotta al 7,7%, ma è ancora al di sopra della media nazionale del 6,1%.

Irpef comunale più salata
In ripresa le transazioni immobiliari. I redditi disponibili per le famiglie sono aumentati del 2,7% a valori correnti; quelli da lavoro dipendente del 5,4% in termini reali. Nel biennio 2013-2014, il 20,8% della popolazione campana ha percepito un reddito equivalente inferiore al 60% di quello medio di altre regioni italiane. Le aliquote dei principali tributi locali erano le più elevate rispetto alla media delle regioni. L’Irap è stata pari al 4,98%; l’Irpef al 2.03%; l’Rc auto al 16%. L’aliquota media dell’addizionale comunale all’Irpef è stata del 5,4% a fronte del 5% delle altre regioni. Ad applicare questo tributo il 93% dei Comuni, poco al di sopra della percentuale dei comuni delle altre regioni del 91%.Turismo boom per la Campania

Patrizio Mannu  

Fonte: http://bit.ly/2ssVaSL

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