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Cosa fanno gli italiani, abitanti della nuova penisola di rete digitale

dig
19-02-2017

Dalla nuova ricerca sul digitale in Italia risultano in aumento le frequenze con cui vengono visti i video da 4,4 milioni di utenti che li guardano video ogni giorno sul proprio dispositivo mobile: ecco nel dettaglio quali sono i risultati di Comscore.

Il panorama del digitale della penisola italiana sta crescendo, Comscore ha stimato che ci sono 4,4 milioni di utenti che guardano video ogni giorno sul proprio dispositivo mobile. Rispetto all’anno 2016 si registra uno spostamento di fruizione della rete da desktop (-4% ) a mobile (+12%), si tratta di due attività complementari, ma è bene sottolineare che la maggior parte della popolazione che accede ad internet lo fa ormai principalmente dallo smartphone, si parla di una società sempre più mobile.

Si passa poi a ricercare la miglior piattaforma dove tutti passano più tempo al giorno, tra i dati spiccano in vetta Google Site con il suo 89% seguito dalla piattaforma Facebook con il 74%, mentre Amazon si piazza al settimo posto con il 53%, seguito ancora dopo dal gruppo Mondadori e ItaliaOnLine.

Gli italiani passano la maggior parte del tempo sui social media e sulla app di messaggistica, mentre negli Stati Uniti e nel Regno Unito hanno registrato che gli utenti online sono a caccia di intrattenimento. Ritornando ai dati della nostra penisola, si analizzano gli smartphone Android, volendo tracciare una scaletta di 15 app più utilizzate ci sono :

Whatsapp con penetrazione del 93%
Google Play 90%
Google 74%
Youtube 73%
Facebook 65%
Messenger 59%
Google Maps 57%
Gmail 52%
Calendar 51%
Google Drive 36%
Instagram 28%
comscore video
Dati rilevati da Comscore

Le applicazioni, una volta installate, riducono il tempo dedicato alla navigazione extra-app; l’89% del tempo in cui si rimane connessi con lo smartphone viene usato proprio per queste e solo il 34,2% degli utenti scarica almeno un paio di nuove app al mese, questo dimostra anche la fedeltà alle ormai già consolidate applicazioni “classiche”.

Nell’ambiente dell’e-commerce la situazione è ancora più diversificata. I video spiccano su ogni altro tipo di contenuto multimediale, in Italia il 37% dei minuti davanti a un PC viene speso per la loro visione. La fascia più attiva è quella tra i 15 e i 24 anni (52% è la loro percentuale). Cresce anche il traffico mobile, poiché la maggior parte degli intervistati dichiara di utilizzare principalmente il proprio smartphone per visualizzare video rispetto agli altri Paesi.

In confronto al 2016 la frequenza con la quale vengono visti i video è aumentata: ci sono quelli che vedono video una volta al giorno (+34%), altri lo fanno almeno una volta a settimana (+9%) e infine quelli che guardano video da una a tre volte alla settimana (+11%).

In tutto questo mare di percentuali a guadagnarci sono gli inserzionisti, sembra che il 13% degli utenti naviganti su desktop in Italia abbia installato un AdBlock (piattaforma che permette di bloccare i banner pubblicitari). La penetrazione su mobile invece è marginale, ma la percentuale rimane comunque su valori stabili; il traffico non generato da umani si chiama tasso invado e ha riscontrato basse percentuali (16%): su circa 107 editori che hanno monitorato nell’ultimo trimestre del 2016, 14 hanno riportato valori percentuali invalidi superiori al 5%.

Fabrizio Angelini, il CEO di SenseMakers, nonché rappresentante di Comscore ha dichiarato «Se l’espansione della fruizione da mobile fa sperare positivamente, i livelli di concentrazione da essa generati inducono a riflettere. Credo che il video online possa far aumentare l’importanza della Rete come piattaforma di entertainment su cui far crescere gli investimenti pubblicitari.

Da questo punto di vista i dati di AdBlocking e Traffico Invalido mostrano come il mercato online italiano sia più efficiente e trasparente, ma bisogna comunque puntare all’aumento del grado di confidenza degli investitori. Da quando presentammo in Italia i dati sulla Viewability (parametri di visibilità della pubblicità) sono trascorsi cinque anni e nel frattempo questa è passata dal 47 al 54%. Il miglioramento è avvenuto, ma non basta!».

Secondo le previsioni i dati stimati cresceranno e saranno proprio gli utenti a farli aumentare.

Elisa Mercanti 

Fonte: http://bit.ly/2lYrFoA

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