Notizie

Home Page » Documentazione » Notizie » Chi ha paura della rivoluzione digitale?

Chi ha paura della rivoluzione digitale?

03-01-2018
Digitale

La mancata digitalizzazione e innovazione della PA italiana è dovuta all’assenza di una reale conoscenza della materia, a fondi spesi male e ad una forte resistenza al cambiamento.

Chi ha potere decisionale vive nel secolo scorso e ostacola la digitalizzazione del Paese. Capire e cogliere le opportunità del digitale, potrebbe far risparmiare alla PA almeno duecento miliardi l’anno. Per ora ne sono stati spesi cinque ma con pochi risultati.

Spesso i progetti portati avanti (per anni!), non producono alcun beneficio ai cittadini. C’è mancanza di profili adeguati e di consapevolezza a tutti i livelli. Basti pensare che nel CAD, il codice sull’amministrazione digitale del 2005, era previsto l’obbligo di nomina di un responsabile per la trasformazione digitale in ogni amministrazione pubblica. Ad oggi praticamente nessuno l’ha nominato, ignorando così la legge ed evidenziando una totale assenza di una strategia concreta.

Chi dovrebbe agire incisivamente fa parte di una generazione che si è dimostrata restia ai cambiamenti e spesso non ha le competenze adeguate. Senza una precisa volontà politica l’Italia rischia di perdere una fondamentale occasione di crescita e sviluppo.

Gli ultimi dati disponibili elaborati dall’indice DESI (Digital Economy and Society Index) della Commissione Europea, ci vedono al venticinquesimo posto su ventotto Paesi europei per sforzi fatti nell’attuazione della propria Agenda Digitale, dietro di noi solo Grecia, Bulgaria e Romania.

Le occasioni sprecate sono state molte, per ultime il ritiro da parte del primo firmatario Paolo Coppola (Pd), dell’emendamento alla Legge di Bilancio per l’istituzione di un fondo di 50 milioni di euro destinato ad una campagna assunzioni di dirigenti per la transizione digitale nella PA, insieme al mancato inserimento dell’emendamento che imponeva ai PIR, i piani individuali di risparmio, di destinare il 3 per cento, in fondi che investano a loro volta almeno il 70 per cento in startup innovative. Ennesima dimostrazione di come alle parole non seguano fatti concreti.

Un’analisi razionale impone la creazione di un Ministero all’innovazione, una figura politica forte e competente in grado di attuare responsabilmente l’Agenda Digitale. Ciascuna burocrazia difenderà altrimenti sempre il proprio orticello, coinvolgendo di volta in volta il proprio ministro di riferimento.

Serve un veloce cambio di passo, vedremo se il nuovo Governo e il nuovo direttore dell’Agenzia che s’insedierà a marzo, sapranno imprimere la svolta necessaria o se ci troveremo ancora all’anno zero.

Vittorio Zenardi

Fonte: http://bit.ly/2CfU4eo


Condividi questo contenuto

Notizie e Comunicati correlati

competenze digitale
Il percorso AGID di valorizzazione delle competenze digitali e di identificazione dei modelli di riferimento continua con l’aggiornamento delle “Linee Guida per la qualità delle competenze digitali nelle professionalità ICT” ....
mer 17 ott, 2018
fattura elettronica
Le ultime novità sulla fatturazione elettronica inserite nella bozza del decreto fiscale prevedono 6 mesi senza sanzioni, emissione della fattura entro 10 giorni dall'operazione e registrazione entro 15    Possibilità di emettere ....
mar 16 ott, 2018

Eventi correlati

,
Dal 23-05-2017
al 25-05-2017
Luogo: Roma Convention Center "La Nuvola"
Dal 23 al 25 maggio 2017 al Roma Convention Center "La Nuvola", fari puntati sullo sviluppo del Paese. Al centro il ruolo abilitante delle tecnologie.
Festival del Fundraising
Dal 17-05-2017
al 19-05-2017
Luogo: Hotel Parchi del Garda Via Brusà 16-18 37017 Pacengo di Lazise (VR)
800 partecipanti per 80 workshop in 3 giorni per condividere idee, nuovi spunti e nuovi strumenti di raccolta fondi

In questa pagina

Le nostre aziende

Accordi di Collaborazione

Associazione Italian Digital Revolution (AIDR)
Viale Liegi, 14 - 00198 Roma
info@aidr.itwww.aidr.it - Tel. 3471097655
Codice Fiscale: 97886610589