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Captatori informatici: La problematica della Privacy

GORGA 2
04-02-2017

La problematica della lotta alla criminalità organizzata pone seri e delicati problemi alla legittimità del ricorso alle “intercettazioni ambientali mobili”, effettuate mediante trojan horses.

I sistemi di controllo da remoto rendono possibile, infatti, con i limiti fissati nella nota sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione sentenza n. 26889/2016, la tipologia delle intercettazioni che si pongono all’attenzione dei giuristi per la grande invadenza nella sfera della privacy non solo dei soggetti sottoposti ad indagine, ma soprattutto di coloro che vengono in contatto con gli stessi.

Infatti attraverso tale tecnologia è possibile un controllo molto penetrante sulle comunicazioni di un numero potenzialmente elevato di persone che nulla hanno a che vedere con le indagini e che solo di riflesso, come possono essere i familiari o altri soggetti che solo occasionalmente vengono in contatto con l’indagato. 

La spinosa questione è stata affrontata dalle Sezioni unite della Cassazione, con la nota sentenza n. 26889/2016, che rappresenta un primo arresto giurisprudenziale sia delle soluzioni adottate nei principali ordinamenti europei, sia del quadro delle garanzie minime cui è subordinata la conformità delle intercettazioni ai principi insiti nell’art. 8 CEDU, alla luce delle indicazioni fornite dalla recente sentenza emessa dalla Corte europea dei diritti dell’uomo il 4 dicembre 2015, nel caso Roman Zakharov c. Russia.

Quest’ultima sentenza si configura come un vero e proprio “statuto europeo” delle intercettazioni, destinato a costituire la base comune per l’armonizzazione della Legislazione Europea e di cui la recentissima proposta presentata al parlamento Italiano dal deputato Stefano Quintarelli ne riprende le motivazioni di fondo. 

Con quest’ultima proposta di legge, che non è dato da escludere che sarà, si spera, arricchita l’intercettazione di conversazioni o comunicazioni tra presenti mediante l’installazione di un “captatore informatico” in dispositivi elettronici portatili – quali il PC, tablet, smartphone anche nei luoghi di privata dimora ex art. 614 cod. pen. – dovrebbe trovare nel nostro ordinamento una soluzione costituzionalmente orientata atteso che si tratterà di luoghi di privata dimora ove non si stia svolgendo l’attività criminosa in vista della quale l’intercettazione dal P.M. sia stata autorizzata con la fissazione dei limiti di legge.

Allo stato tuttavia in Italia, in attesa della legge, non si naviga a vista ma sulla base della soluzione accolta dalle Sezioni unite che lascia tuttavia aperte una serie di questioni, sulle quali la giurisprudenza e la legislazione in un immediato futuro dovranno intervenire. 

Una prima problematica è, infatti, la circostanza che la nuova tipologia di intercettazioni realizzata mediante l’uso del captatore informatico vada a produrre, in casi estremi, esiti lesivi della dignità umana. Sul punto, le Sezioni unite hanno ritenuto che si tratti di un pericolo suscettibile di essere neutralizzato facendo discendere dal principio personalistico enunciato dall’art. 2 Cost., e dalla tutela della dignità della persona che ne deriva, la sanzione di inutilizzabilità delle risultanze connotati elementi lesivi della persona e della sua dignità.

Tuttavia se il rimedio potrà essere efficace sotto il profilo penalistico, notevole perplessità si nutrono che le stesse intercettazioni, pubblicate, non ledano in modo irreparabile la sfera della privacy dei soggetti occasionalmente venuti a contatto con l’inchiesta.

Una seconda questione attiene alla possibile estensione delle intercettazioni ambientali mobili al di fuori del campo della criminalità organizzata e allora si porranno criticità di lesione della privacy molto diffusa e che richiederà la necessità di una tutela risarcitoria che ci avvicinerà sempre piu al sistema nord-Americano.


Infine vi è anche un profilo di tutela costituzionale che a breve si porrà ossia quello di verificare se sul piano della tutela la pretesa penale possa ledere la privacy esigenze entrambe costituzionalmente protette.

Dott. Giuseppe Gorga – P. Avvocato - 

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