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Antiterrorismo in Francia e Privacy

13-02-2017
FRANCIA

Negli ultimi anni molti paesi europei hanno posto in essere una legislazione volte a contrastare il fenomeno del terrorismo.

Questa polisy security, mira a ridurre al minimo, la possibilità di attacchi terroristici che nella situazione attuale destabilizzerebbero la democrazia, inducendo ad una legislazione sempre più invasiva della privacy dei cittadini.

Queste misure si concretizzano in leggi contro il terrorismo islamico, essendo questo periodo storico, quello in cui è maggiormente avvertita la criticità per il sistema occidentale che limita le libertà fondamentali. 

Un esempio di tal genere è rappresentato dalla legislazione antiterroristica francese che limita i diritti costituzionali e la privacy, nello specifico, tramite il monitoraggio delle reti internet e la raccolta dei metadati nelle comunicazioni telefoniche.

In Francia non sono mancate severe critiche, da parte dei gruppi progressisti, che hanno già soprannominato la legge sull’anti-terrorismo come un esempio di “French Patriot Act”, sottolineandone con ciò l’aspetto negativo del provvedimento francofono, che imita quello gemello americano.

Questa normativa limita la garanzia di privacy del singolo cittadino in ragione del presunto bene superiore della sicurezza. La nuova legge prevede un organo di controllo che supervisiona il lavoro dei servizi segreti, la Commissione nazionale per il controllo delle tecniche d’intelligence (CNCTR), che ha più penetranti regole e maggiori spazi di manovra per il controllo dei singoli.

La legge, infatti, autorizza nuovi metodi di ricerca, come ad esempio la raccolta di massa di metadati tramite i provider Internet, consente che anche le residenze private possono essere monitorate attraverso misure di geo-localizzazione, così come le comunicazioni mobili e via web possono essere intercettate e controllate con l’aiuto di una sorta di “scatola nera” collegata ad un server. Quest’ultimo è una delle maggiori criticità che è stata sollevata al momento del varo della legge.

Le scatole nere, non sono altro, infatti che degli algoritmi complessi, che i fornitori di servizi internet sono costretti a installare, nei loro server per smascherare “comportamenti sospetti” online. In Italia, non abbiamo ancora leggi speciali contro il fenomeno del terrorismo, in quanto diversi importanti articoli del codice penale italiano trattano già in maniera molto esaustiva tale delicata questione.


Dott. Giuseppe Gorga P. Avvocato 

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